FIGC, le 5 priorità del nuovo presidente Malagò

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Cronache sport calcio
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Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Federcalcio, ottenendo il 68,58% delle preferenze e superando l’altro candidato, Giancarlo Abete. Il suo mandato si apre con un’agenda fitta di impegni cruciali per il rilancio del calcio italiano, chiamato a ripartire dopo la mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo.

La prima mossa strategica sarà un incontro con Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, per ristabilire un dialogo costruttivo tra Federazione e governo. Un rapporto di collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie, è considerato fondamentale per dare concretezza ai progetti di riforma e superare le recenti tensioni.

Sul fronte delle riforme sportive, si guarda con interesse al modello introdotto in Lega Pro sotto la guida di Matteo Marani e Gianfranco Zola. L’idea è estendere anche alla Serie A e alla Serie B un sistema di incentivi per i club che valorizzano i giovani provenienti dal proprio vivaio.

L’obiettivo è ambizioso: arrivare alla stagione 2028-29 con l’obbligo per ogni società di inserire in rosa almeno otto giocatori formati nel club. Già dalla scorsa stagione, inoltre, sono stati previsti premi economici fino al 400% per l’impiego di talenti del settore giovanile.

Un’altra priorità riguarda il fronte economico e fiscale. I club italiani chiederanno con forza la reintroduzione delle agevolazioni previste dal Decreto Crescita, abolite dal gennaio 2024.

Questo regime fiscale permetteva di tassare solo il 50% dell’imponibile per gli sportivi con reddito superiore al milione di euro, garantendo ai club italiani maggiore competitività sul mercato internazionale. Il ritorno di una misura simile è ritenuto essenziale per attrarre talenti e non perdere terreno rispetto agli altri campionati europei.

Si riaprirà anche la discussione sulla sponsorizzazione da parte delle società di scommesse, vietata dal Decreto Dignità del 2018. L’abolizione di questo divieto consentirebbe ai club di accedere a nuove e importanti fonti di ricavo, allineando l’Italia alle pratiche di altri Paesi.

La richiesta, proveniente in particolare dalla Lega Serie A, è stata già posta sul tavolo del neopresidente, che affronterà il tema nei prossimi colloqui con le istituzioni politiche per trovare una soluzione condivisa.

Infine, incombe la scadenza per l’Europeo 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia. Entro il prossimo ottobre, la FIGC dovrà presentare all’UEFA la lista definitiva dei cinque stadi italiani che ospiteranno la competizione.

Torino (Allianz Stadium) è considerata una certezza, mentre Milano e Roma (Olimpico) lavorano per confermare la propria presenza. Tra le altre candidate figurano Firenze, Palermo, Bari, Bologna e Genova. La selezione degli impianti e l’avvio dei cantieri entro marzo 2025 saranno decisivi per il successo dell’evento.

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