Progetto Buon Vento: un giro d’Italia per l’autismo

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Vela solidale
Vela solidale

Partirà dal porto di La Spezia il progetto ‘Buon Vento – Tutti a bordo’, un giro d’Italia a vela pensato per accogliere persone con autismo, sindrome dell’X Fragile, sindrome di Down e altre condizioni di neurodivergenza. Insieme a loro navigheranno le famiglie e le associazioni del territorio, trasformando il mare in uno spazio di incontro e partecipazione.

L’idea è dello skipper Pietro Frisani, un velista esperto che metterà a disposizione il suo magnifico veliero di 16 metri a due alberi, l’Ocean Bird, con cui ha già completato il giro del mondo. L’iniziativa è un dono: tutte le spese di navigazione, organizzazione e gestione saranno sostenute dallo stesso armatore, che ha deciso di trasformare la sua passione in un’opportunità per gli altri.

Il progetto si avvarrà del fondamentale contributo organizzativo della FIA (Fondazione Italiana Autismo) e di Angsa (Associazione nazionale genitori persone con autismo), che hanno aderito con entusiasmo.

Il viaggio si snoderà in tredici tappe lungo le coste italiane. Dopo la partenza da La Spezia, l’Ocean Bird toccherà i porti di Anzio, Maratea, Vibo Valentia, Tropea, Scilla e Milazzo. Risalirà poi l’Adriatico con fermate a Taranto, Brindisi, Trani, Ancona, Ravenna, Chioggia, Venezia e infine Trieste. In totale, saranno coinvolte circa 230 persone tra ragazzi, familiari e operatori, con uscite in mare di 4 ore previste sia la mattina che il pomeriggio.

“La vera sfida non è limitarsi alla sensibilizzazione, ma creare occasioni concrete di partecipazione”, ha dichiarato Davide Faraone, presidente della Fondazione Italiana Autismo. “Questo gesto di straordinaria generosità trasforma una passione personale in una possibilità reale per tanti ragazzi e le loro famiglie. L’inclusione si misura rendendo accessibili esperienze che per altri sono scontate”.

Per Giovanni Marino, presidente di Angsa, ‘Buonvento’ è un progetto speciale: “Non è terapia, ma un dono che offre piacere, emozione e scoperta. Le persone con autismo hanno poche occasioni di accedere a esperienze diverse in modo sicuro. Questa è la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo e magari ampliare i propri interessi e orizzonti”.

“Si parla spesso di inclusione e diritti, ma queste parole acquistano valore quando si trasformano in gesti concreti”, ha affermato lo skipper Pietro Frisani. “Ho deciso di mettere a disposizione la mia barca per creare occasioni vere di incontro. Se riusciremo a regalare qualche giornata di serenità, avremo raggiunto il nostro obiettivo”.

L’obiettivo finale del tour è lanciare un messaggio chiaro: l’attenzione verso le persone si misura dalle opportunità reali che una comunità è in grado di creare. Tappa dopo tappa, il progetto costruirà una rete di relazioni tra famiglie, associazioni e comunità locali, dimostrando che il mare può davvero unire storie e persone diverse.

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