Eolie: al via il progetto contro le reti fantasma

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Reti fantasma
Reti fantasma

È stato lanciato nelle Isole Eolie un ambizioso progetto di bonifica ambientale per contrastare uno dei pericoli più insidiosi per l’ecosistema marino: le cosiddette ‘reti fantasma’. L’iniziativa, denominata ‘Arcipelago Pulito’, si concentrerà sulla mappatura e la rimozione delle attrezzature da pesca abbandonate o perse accidentalmente, che giacciono sui fondali dell’arcipelago, patrimonio dell’UNESCO.

Questi strumenti di pesca continuano a catturare e uccidere indiscriminatamente per decenni, intrappolando tartarughe marine, cetacei, crostacei e pesci. Questo fenomeno, noto come ‘pesca fantasma’, rappresenta una delle principali minacce alla biodiversità del Mediterraneo. Con il tempo, inoltre, le reti si degradano in microplastiche, contaminando la catena alimentare e l’intero habitat.

Il piano operativo si articolerà in diverse fasi. Inizialmente, verranno impiegati veicoli sottomarini a pilotaggio remoto (ROV) e sonar a scansione laterale per mappare con precisione le aree critiche. Fondamentale sarà la collaborazione con le comunità di pescatori locali, la cui conoscenza diretta del territorio permetterà di identificare i punti di maggiore accumulo di attrezzature perdute.

Una volta localizzati i detriti più significativi, entreranno in azione squadre di subacquei specializzati. Supportati da imbarcazioni dotate di gru e sistemi di sollevamento, gli operatori procederanno al delicato recupero delle reti, prestando la massima attenzione per non danneggiare ulteriormente i fondali, in particolare le preziose praterie di Posidonia oceanica. Le operazioni saranno complesse e richiederanno un’attenta pianificazione per garantire la sicurezza del personale e la tutela dell’ambiente.

Il materiale recuperato non sarà semplicemente smaltito. In linea con i principi dell’economia circolare, il progetto ha stretto accordi con aziende specializzate nel riciclo di materiali plastici. Le reti in nylon, una volta pulite e trattate, verranno trasformate in un nuovo filato rigenerato, utilizzabile per produrre capi di abbigliamento, accessori di design e altri oggetti, dando nuova vita a un rifiuto altamente inquinante.

‘Arcipelago Pulito’ non si limiterà alla sola rimozione. Sono previsti anche percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti agli operatori del settore della pesca. L’obiettivo è promuovere l’adozione di buone pratiche per prevenire la perdita degli attrezzi e l’utilizzo di tecnologie innovative, come i segnalatori acustici per ridurre le catture accidentali o materiali biodegradabili.

L’iniziativa rappresenta un passo concreto per la tutela di uno dei santuari della biodiversità più importanti del Mediterraneo. La pulizia dei fondali avrà un impatto positivo non solo sulla fauna marina, ma anche sulla salute generale del mare e sulla sostenibilità delle attività umane, come il turismo e la pesca stessa, che dipendono da un ecosistema sano e vitale.

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