L’immaginario comune associa le cure parentali alla figura materna, ma nel regno animale esistono innumerevoli esempi in cui sono i padri a compiere i sacrifici più grandi per la sopravvivenza della prole. Abbiamo selezionato sette specie in cui il maschio diventa il protagonista assoluto della genitorialità.
Il pinguino imperatore incarna la dedizione paterna. Dopo la deposizione dell’unico uovo, il maschio lo cova per oltre due mesi sul ghiaccio antartico, tenendolo in equilibrio sui piedi per non farlo congelare. Durante questo periodo non si nutre e affronta temperature estreme, arrivando a nutrire il pulcino con una secrezione esofagea se la madre non torna in tempo dal mare.
Non meno sorprendente è la cimice acquatica gigante. La femmina incolla le uova sul dorso del maschio, che si trasforma in un nido ambulante. Questo padre si occupa di proteggere la covata e di ossigenarla muovendosi nell’acqua, senza smettere di cacciare per la propria sopravvivenza.
Negli ambienti aridi dove vivono le grandule, l’acqua è il bene più prezioso. Per dissetare i pulcini, il padre vola fino alle pozze, impregna d’acqua le piume specializzate del suo ventre e torna al nido, agendo come una vera e propria borraccia vivente.
Il rospo ostetrico si è guadagnato il suo nome: il maschio avvolge i cordoni di uova fecondate attorno alle zampe posteriori e le trasporta per settimane, proteggendole dai pericoli dell’acqua. Le riporta in ambiente acquatico solo quando sono pronte a schiudersi.
Aspetto minaccioso ma cuore di papà: il casuario è un genitore single esemplare. Dopo la deposizione, la femmina si allontana e il maschio cova le uova per quasi due mesi. Una volta nati, li accudisce e li difende strenuamente per circa nove mesi.
Il tacchino di boscaglia australiano è un padre-ingegnere. Costruisce un enorme cumulo di foglie e terra che funziona come un’incubatrice naturale, sfruttando il calore della decomposizione. Il suo compito è monitorare e regolare la temperatura del nido, aggiungendo o togliendo materiale.
Infine, il pesce cardinale di Banggai pratica l’incubazione orale. Il maschio tiene le uova in bocca per circa un mese, rinunciando a nutrirsi. In questo modo protegge i figli fino a quando non sono pesciolini già formati, pronti a essere rilasciati.













