Adriatico: una nuova riserva per salvare i cavallucci

73
Tutela marina
Tutela marina

Il Ministero dell’Ambiente ha formalmente istituito una nuova Area Marina Protetta nel Golfo di Trieste. Il provvedimento crea un’oasi di tutela di 50 chilometri quadrati al largo della costa istriana, con l’obiettivo primario di salvare la popolazione locale di cavallucci marini.

Questi affascinanti pesci, appartenenti alle specie *Hippocampus hippocampus* e *Hippocampus guttulatus*, hanno subito un drastico calo numerico negli ultimi decenni. La principale minaccia è stata identificata nella pesca a strascico illegale, che rade al suolo le praterie di fanerogame marine.

Questi fondali, in particolare quelli composti da *Cymodocea nodosa*, sono l’habitat cruciale dove i cavallucci si riproducono, si nutrono e si nascondono dai predatori. La loro distruzione, unita all’inquinamento e alle catture accidentali, ha portato la specie sull’orlo dell’estinzione locale.

All’interno della riserva saranno in vigore severe restrizioni. Sarà introdotto il divieto assoluto di pesca a strascico e di ancoraggio non regolamentato. La sorveglianza verrà potenziata grazie all’impiego di droni marini e pattugliamenti costanti da parte della Capitaneria di Porto.

Saranno permesse unicamente forme di piccola pesca artigianale, solo se praticate con attrezzi a basso impatto e previa autorizzazione. L’obiettivo è conciliare la protezione dell’ecosistema con le attività umane sostenibili.

‘La creazione di questa zona protetta è una boccata d’ossigeno fondamentale’, ha affermato la dottoressa Elena Ricci, biologa marina dell’OGS di Trieste. ‘Proteggere le praterie sottomarine significa difendere le ‘nursery’ del mare, con benefici che andranno ben oltre i cavallucci, favorendo la ripresa di tutto l’ecosistema’.

L’iniziativa si inserisce nella Strategia Europea per la Biodiversità 2030, che prevede la tutela del 30% delle aree marine continentali. Il progetto pilota triestino sarà un banco di prova per future aree protette nel Mediterraneo.

Nei prossimi mesi verranno posizionate le boe perimetrali e partiranno campagne informative per pescatori, diportisti e turisti. Il governo ha inoltre annunciato lo stanziamento di fondi per sostenere la transizione dei pescatori verso nuove forme di reddito.

Saranno incentivate attività come il pescaturismo ecologico, basato sull’osservazione della fauna, e altre pratiche che valorizzino un mare sano. Il fine ultimo è dimostrare che la conservazione ambientale e lo sviluppo economico possono e devono procedere insieme.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome