Mario Yepes, ex difensore e campione d’Italia con il Milan nel 2011, ha concesso un’intervista in cui ha analizzato diversi temi, dal Mondiale della sua Colombia al futuro del calcio italiano. L’ex giocatore, oggi commentatore televisivo, ha offerto una panoramica lucida e ricca di spunti.
Il focus principale è stato sulla nazionale colombiana. Yepes ha espresso ottimismo per il percorso della squadra guidata da Nestor Lorenzo, notando evidenti miglioramenti tra le prime partite. “La Colombia è una squadra equilibrata, un giusto mix tra giovani ed esperti”, ha affermato, sottolineando come la formazione sia compatta e sappia gestire le varie fasi di gioco. Tuttavia, ha stimato che la nazionale abbia finora raggiunto solo il 60-70% del suo potenziale.
Per fare il salto di qualità e avanzare nel torneo, secondo l’ex capitano serviranno più concretezza e “cattiveria” in area di rigore. Yepes ha auspicato che gli attaccanti trovino maggiore fiducia, evidenziando l’importanza dei gol di attaccanti come Suarez e Cordoba per sbloccarsi. La sfida contro il Portogallo è stata definita una prova di maturità fondamentale, un test contro un avversario forte che potrebbe confermare la crescita del gruppo.
Parlando dei singoli, Yepes ha definito Luis Díaz “uno degli esterni più forti del mondo”, ritenendolo fondamentale per le sorti della Colombia, soprattutto nelle partite più aperte. Ha riconosciuto anche l’importanza di James Rodríguez come leader tecnico ed esperto del gruppo. Riguardo alla storia della nazionale, ha indicato la squadra del 2014 come la più forte di sempre e quella del 1990 come la più bella.
L’analisi si è poi allargata al calcio internazionale. Yepes ha nominato Mbappé e Haaland come centravanti “incredibili”, ricordando le sfide passate contro attaccanti formidabili come il Fenomeno Ronaldo. Si è detto inoltre dispiaciuto per la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, esprimendo vicinanza ai suoi ex compagni Rino Gattuso e Gigi Buffon.
Sui suoi ex club, le riflessioni sono state diverse. Ha osservato la crescita esponenziale del Psg, diventato a suo dire “la squadra più forte del mondo” anche a livello societario, un potenziale che si intravedeva già ai suoi tempi. Per quanto riguarda il Milan, da tifoso dichiarato, ha manifestato delusione per il “crollo” finale della scorsa stagione e la mancata qualificazione in Champions League. La sua ricetta è chiara: “Ci vorrebbe un dirigente come Adriano Galliani, prima di tutto”.
Infine, non sono mancati i consigli per il calciomercato destinati ai club italiani. Sebbene abbia indicato Luis Díaz come un profilo ideale, ne ha riconosciuto il costo proibitivo. Per questo, ha suggerito due nomi più accessibili ma di grande valore: il centrocampista John Arias e il mediano Jefferson Lerma. Ha espresso anche un giudizio molto positivo su Jhon Lucumí del Bologna, definendolo un difensore veloce e con grande potenziale, pronto per un club come la Juventus.













