CASTEL VOLTURNO – Una terra bellissima, dal potenziale enorme. Eppure il litorale domizio continua a fare i conti con ferite antiche e nuove: tra queste, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, anche l’occupazione abusiva di porzioni di demanio marittimo e la presenza di manufatti realizzati senza i necessari titoli.
Il sostituto procuratore Nicola Camerlingo ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di undici persone. L’inchiesta riguarda nove manufatti edilizi e alcune aree tra Castel Volturno e Baia Domizia, ritenuti dalla Procura occupati o trasformati in assenza di permessi, concessioni demaniali e autorizzazioni paesaggistiche. Le ipotesi contestate, a vario titolo, riguardano violazioni urbanistiche, sismiche, paesaggistiche, occupazione arbitraria di demanio marittimo, invasione di terreni e deturpamento di beni immobili pubblici.
Secondo l’accusa, in località costiera a Castel Volturno sarebbero stati realizzati e mantenuti manufatti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità dai titoli edilizi, senza autorizzazione sismica e senza deposito dei progetti strutturali. Le strutture insisterebbero su aree del Demanio pubblico dello Stato – ramo Marina Mercantile, sottratte alla pubblica fruizione.
Gli immobili indicati negli atti si trovano tra viale Ercole Rosa, viale G. M. Morlaiter e viale A. Rizzo. Alcuni fabbricati, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero già presenti dal 1984; altri risulterebbero in buono stato e regolarmente utilizzati, altri ancora in condizioni di degrado o manutenzione precaria.
Un altro filone riguarda Baia Domizia, nel territorio di Sessa Aurunca. In un’area a sud, località Levagnole, vengono contestate recinzioni, un gazebo, un vialetto pavimentato, un barbecue, un casotto in muratura, un container, impianti esterni, serbatoio Gpl e sistemazioni a verde.
A Baia Domizia centro, invece, l’accusa indica una recinzione con muretto in tufo, rete metallica e siepe, oltre alla trasformazione di un’area demaniale in giardino pertinenziale a servizio di unità residenziali private. Anche in questo caso, per la Procura, le opere avrebbero alterato lo stato dei luoghi in area sottoposta a vincolo paesaggistico entro i 300 metri dalla battigia.
Rischiano ora il processo Vincenzo Gesuele, 77 anni, di Castel Volturno; Anna Virginia Favetta, 73 anni, di Casalnuovo di Napoli; Assunta Buonincontro, 81 anni, di Cercola; Romildo Maria Traetta, 63 anni, di Mondragone; Raffaele Manganiello, 59 anni, di Nola; Carlo Tafuri, 70 anni, di Marano di Napoli; Raffaela Romano, 83 anni, di Napoli; Alessandro Di Mascolo, 56 anni, Ivana Ruggieri, 78 anni, Pasquale Di Mascolo, 58 anni, e Giancarlo Di Mascolo, 55 anni, tutti di Itri.
Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Giancarlo Di Biase, Salvatore Ruggieri, Ferdinando Letizia, Genny Chiacchio, Salvatore Giordano, Enrico Iascone Maglieri, Aldo Maione ed Emiliano Iasevoli.
L’avviso di conclusione delle attività investigative consente ora agli indagati di presentare memorie, produrre documenti, chiedere documenti o rendere interrogatorio. Le persone coinvolte sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.









