Wimbledon, montepremi record ma i tennisti protestano

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Sport tennis
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L’All England Lawn Tennis Club, organizzatore di Wimbledon, ha annunciato un aumento del montepremi del 20%, portandolo a 64,2 milioni di sterline, circa 74,4 milioni di euro. Si tratta del più consistente incremento annuo nella storia del torneo. Nonostante ciò, i giocatori hanno manifestato il loro dissenso con una protesta “soft”, riducendo il tempo dedicato ai media.

La protesta è stata sospesa a seguito di incontri definiti “costruttivi” con gli organizzatori. I tennisti hanno comunicato che riprenderanno i consueti appuntamenti con i giornalisti, in attesa di nuove proposte che rispondano alle loro richieste. Tuttavia, le questioni di fondo rimangono irrisolte e gli atleti valuteranno con attenzione le future proposte.

Guidati da portavoce come Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, gli atleti chiedono di elevare la loro quota sui ricavi degli Slam al 22% entro il 2030, allineandosi ad altri tornei. Secondo le loro stime, i 74,4 milioni del montepremi attuale rappresentano solo il 14,4% del fatturato atteso per quest’anno, stimato in 515 milioni di euro.

Inoltre, sollecitano i Major a garantire maggiori tutele sul piano pensionistico e sanitario, contribuendo a un “fondo per il welfare”, e a istituire un consiglio con rappresentanti dei giocatori. Sottolineano come la crescita delle entrate del torneo non sia stata accompagnata da un analogo aumento dei premi in termini percentuali.

Nel panorama degli Slam, Wimbledon si posiziona al secondo posto per montepremi totale, alle spalle degli US Open che nel 2023 hanno distribuito l’equivalente di 77 milioni di euro. Il Roland Garros ha messo in palio 61,7 milioni di euro, mentre gli Australian Open si sono fermati a 63,6 milioni, destinando però una quota a programmi di sostegno per i giocatori.

I campioni di Wimbledon 2024 riceveranno 4,2 milioni di euro (+20% rispetto al 2023), mentre ai finalisti spetteranno 2,1 milioni. Un giocatore eliminato al primo turno del singolare incasserà 93 mila euro. Anche il montepremi delle qualificazioni è stato aumentato in modo significativo.

La presidente dell’All England Club, Deborah Jevans, ha replicato alle richieste spiegando che usare i ricavi come unico criterio non sarebbe corretto. Ha evidenziato l’aumento dei costi dovuto all’inflazione e agli investimenti, e ha ribadito la natura non profit del torneo, che reinveste tutti i profitti nel tennis.

In base agli accordi, il 90% degli utili di Wimbledon viene trasferito alla Federazione tennistica britannica (LTA) per finanziare lo sviluppo dello sport nel Paese. Il restante 10% rimane al circolo per il miglioramento delle strutture. Il nodo della trattativa resta proprio questo: la diversa visione sulla destinazione delle immense risorse generate dal torneo.

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