Il patto mafioso tra vecchi avversari per ridare forza al clan dei Casalesi

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Raffaele Catalano e Luciano Esposito
Raffaele Catalano e Luciano Esposito

CASAPESENNA – Sanno di appartenere allo stesso mondo. Carcere, condanne e legami maturati nella galassia dei Casalesi li rendono riconoscibili l’uno all’altro. Percorsi diversi, a tratti persino rivali, ma una stessa necessità: sopravvivere alla pressione dello Stato e alla perdita di forza della vecchia struttura.

Per questo, secondo gli investigatori, la soluzione non sarebbe più farsi la guerra. Sarebbe allearsi. È in questa chiave che i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe leggono il rapporto tra Carmine Zagaria, ritenuto referente della fazione di Casapesenna legata all’ergastolano Michele Zagaria, detto Capastorta, e Raffaele Della Volpe, storico capozona dell’area aversana.

Un uomo che, in passato, proprio per le sue spinte autonomiste sul territorio normanno, sarebbe finito nel mirino dei vertici del clan. Quella stagione, però, secondo gli investigatori, sarebbe ormai superata. Non è più tempo di guerre interne, ma di intese mafiose.

Lo spaccato emerge dagli atti dell’inchiesta sulla fazione Zagaria, quella che aveva portato, pochi mesi fa, a oltre venti misure cautelari, poi annullate dal Riesame per la ritenuta eccessiva aderenza dell’ordinanza del gip alla richiesta dell’Antimafia.

Il punto di partenza resta l’ormai noto incontro del 30 aprile 2023 tra Zagaria e Della Volpe, già ricostruito dagli investigatori e ritenuto tutt’altro che casuale. Al vertice avrebbero preso parte anche Carmine Iavarone, indagato per usura ed estorsione e considerato l’autista di Zagaria, e Raffaele Catalano, arrestato nel 2025 per estorsione e usura.

Per i militari dell’Arma, infatti, quel faccia a faccia avrebbe rappresentato una sorta di “mandato ad agire” concesso da Zagaria a Della Volpe nell’area di Aversa e nei comuni limitrofi. Ma la novità, negli atti, riguarda soprattutto ciò che sarebbe accaduto dopo. Della Volpe, forte di quel via libera, avrebbe iniziato a ricompattare il proprio gruppo, facendo leva su uomini ritenuti fidati.

Tra questi vengono indicati Raffaele Catalano, 59enne di Trentola Ducenta, cugino del vecchio capozona e presente nelle fasi organizzative dell’incontro, e Luciano Esposito, 57enne, anche lui di Trentola Ducenta, definito dagli investigatori un ‘fedelissimo’ di Della Volpe e da anni inserito nell’organizzazione dei Casalesi.

Esposito è stato arrestato nel 2024 nell’ambito di un’indagine per usura ed estorsione, sullo sfondo della quale – secondo la Dda – ci sarebbe stato proprio Della Volpe. Sarebbero stati questi legami a dare corpo al nuovo fronte criminale dell’agro aversano.

Il riscontro più pesante, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe arrivato nei mesi successivi, con l’indagine che nel luglio 2024 portò all’arresto di Della Volpe e di altri quattro soggetti per una vicenda di estorsione e usura ai danni di un imprenditore. In quel caso, il gruppo avrebbe preteso un’ingente somma di denaro, arrivando anche all’incendio di due auto, ritenute per errore riconducibili alla vittima.

Per gli investigatori, dunque, l’incontro avrebbe avuto un doppio valore: da un lato rafforzare il ruolo di Carmine Zagaria come capo riconosciuto, dall’altro consentire a Della Volpe di tornare operativo, con i suoi uomini, nell’area aversana.

Un’ipotesi accusatoria che resta tale e che dovrà essere verificata nelle sedi giudiziarie. Gli indagati sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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