È partita a Ischia una fase sperimentale per un nuovo servizio di assistenza all’ormeggio, volto a promuovere un turismo nautico più sostenibile. L’iniziativa, inserita nel contesto dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, mira a eliminare i danni ai preziosi fondali marini dell’isola, introducendo un sistema controllato e guidato per le imbarcazioni da diporto.
Per decenni, l’ancoraggio indiscriminato ha rappresentato una seria minaccia per gli ecosistemi sommersi. Le ancore, quando vengono gettate e salpate, arano letteralmente il fondale, sradicando le praterie di Posidonia oceanica, una pianta acquatica fondamentale per la salute del Mar Mediterraneo.
Queste praterie, spesso definite i “polmoni del mare”, producono enormi quantità di ossigeno attraverso la fotosintesi, assorbono anidride carbonica e offrono rifugio e nutrimento a centinaia di specie marine. La loro distruzione non solo causa una drastica riduzione della biodiversità, ma indebolisce anche la protezione naturale delle coste contro il fenomeno dell’erosione.
Per contrastare questo problema, sono stati installati campi boe ecocompatibili, e il nuovo servizio fornirà un supporto concreto ai naviganti. Un operatore qualificato sarà presente nelle acque ischitane per fornire informazioni e assistenza diretta durante le manovre di attracco alle boe.
Questo supporto fisico è stato affiancato da una soluzione digitale: l’applicazione “Blue Discovery”. Tramite l’app, i diportisti hanno la possibilità di visualizzare la disponibilità delle boe in tempo reale, richiedere e ottenere l’autorizzazione all’ormeggio in pochi semplici passaggi, e accedere a informazioni utili sull’area protetta.
Il sistema è stato pensato per essere semplice e intuitivo. Il navigante, una volta giunto in prossimità del campo boe, dovrà solo consultare l’applicazione per verificare la postazione libera, inviare la richiesta e, una volta approvata, procedere all’accosto. La presenza dell’assistente in loco garantirà che anche i meno esperti possano completare l’operazione in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle normative ambientali.
L’obiettivo è duplice: da un lato, si protegge un patrimonio naturale inestimabile; dall’altro, si offre un servizio di alta qualità che migliora l’esperienza dei turisti, rendendola più sicura e consapevole.
Questo progetto pilota rappresenta un passo fondamentale verso la conciliazione tra le attività turistiche e la conservazione dell’ambiente. Se i risultati della fase sperimentale si riveleranno positivi, il modello potrà essere esteso ad altre località dell’isola e del Tirreno, creando una rete di ancoraggi sostenibili a tutela del nostro mare.









