Cambiamenti climatici: danni per 20 miliardi in Italia

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Emergenza climatica
Emergenza climatica

La crisi climatica ha presentato un conto sempre più salato all’agricoltura italiana, tra le più esposte in Europa. Non si tratta solo di caldo, ma anche di bombe d’acqua, gelate tardive ed eventi estremi sempre più concentrati che hanno sconvolto i calendari agricoli.

Negli ultimi quattro anni, secondo una stima di Coldiretti, gli effetti dei cambiamenti del clima hanno causato danni al settore per oltre 20 miliardi di euro, tra siccità e alluvioni. La Cia-Agricoltori italiani ha calcolato che in un anno recente i soli eventi estremi sono costati già 1,5 miliardi, un importo destinato a crescere.

Le conseguenze stanno modificando la geografia delle coltivazioni. In Sicilia e Calabria sono arrivate le piantagioni di frutta tropicale, mentre colture tradizionali come la vite e l’olivo stanno migrando sempre più a nord e a quote più elevate per trovare condizioni idonee.

L’ultima ondata di caldo anomalo ha messo in grave difficoltà non solo le persone, ma anche gli animali da allevamento. Le temperature straordinarie hanno provocato un calo della produzione di latte fino al 20%, come sottolineato da Coldiretti. Nelle stalle sono state attivate misure d’emergenza come ventilazione forzata e doccette refrigeranti per limitare gli effetti dell’afa.

Questi interventi hanno causato un aggravio del 30% dei costi per l’energia. La situazione più critica si è registrata nel Nord Italia e nel bacino del Po, un’area strategica che ospita quasi un terzo della produzione agroalimentare nazionale e circa la metà degli allevamenti.

Qui, il livello dell’acqua nei corsi e nei bacini è sceso ben al di sotto dei livelli di guardia, mettendo a rischio colture fondamentali come riso, mais e pomodori. L’aridità ha inoltre bruciato i pascoli, con la conseguente perdita di foraggio che ha compromesso la tenuta delle stalle e la regolarità delle forniture di latte.

Anche gli olivi, piante mediterranee storicamente resistenti e capaci di adattarsi a condizioni difficili, sono ora in sofferenza. L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi sta alterando gli equilibri produttivi, con siccità prolungate, ondate di calore e piogge intense che minacciano la maturazione delle olive e la resa finale.

L’emergenza climatica pesa infine sui costi dell’attività agricola. Gli impianti di irrigazione e le pompe funzionano in gran parte a gasolio, il cui prezzo è passato da circa 0,85 euro al litro a 1,21 euro. Anche l’aumento del costo dell’elettricità, necessaria per la conservazione dei prodotti e la ventilazione, incide pesantemente sui bilanci aziendali.

Questi rincari si sommano alle tensioni sui mercati globali, influenzate dallo scenario geopolitico. La carenza di fertilizzanti sta cambiando la mappa delle semine e, come ha denunciato l’ultimo rapporto della Fao, rischia di innescare una catastrofe alimentare in molti Paesi.

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