Cancro: in Italia un test rileva il rischio ambientale

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Prevenzione ambientale
Prevenzione ambientale

Il concetto di “esposoma” sta assumendo un ruolo centrale nella ricerca sulla salute pubblica. Questo termine definisce l’insieme di tutte le esposizioni ambientali, sociali e comportamentali, escluse quelle genetiche, che un individuo accumula dal concepimento per tutta la vita e che possono incidere sul suo benessere.

L’esposoma comprende fattori molto diversi tra loro, come l’inquinamento di aria, acqua e suolo, il contatto con sostanze chimiche nocive, ma anche condizioni socioeconomiche e stress. Diverse evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’esposizione prolungata a inquinanti specifici, come metalli pesanti e fibre di amianto, può aumentare il rischio di sviluppare varie forme di tumore.

Questo approccio segna un cambiamento rispetto alla valutazione del rischio tradizionale, che si concentra su un singolo agente nocivo. L’analisi dell’esposoma, al contrario, considera l’effetto combinato di tutte le esposizioni accumulate nel tempo. L’obiettivo della ricerca è diventato quindi individuare i soggetti più a rischio prima che la malattia si manifesti.

In questo scenario si inserisce Exo-Metal Scan, un progetto di ricerca italiano nato per misurare il rischio oncologico prima dell’insorgenza del tumore. L’iniziativa svilupperà una piattaforma innovativa che integrerà medicina di precisione, intelligenza artificiale ed esposomica per identificare precocemente le persone più esposte ai cancerogeni ambientali.

La piattaforma unirà diverse tecnologie avanzate, tra cui il biomonitoraggio, biosensori di nuova generazione e strumenti di intelligenza artificiale. L’integrazione di questi dati consentirà di costruire un profilo di rischio ambientale personalizzato per ogni individuo, secondo un modello definito “Environmental Precision Oncology”, ovvero un’oncologia di precisione ambientale.

Il progetto è nato da un’idea dell’oncologo clinico Pasquale Montilla, con il contributo tecnologico dell’ingegnere biomedico Eugenio Montilla. All’iniziativa parteciperà anche l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, insieme ad altre importanti realtà scientifiche nazionali.

L’obiettivo finale di Exo-Metal Scan non sarà attendere la comparsa della malattia, ma riconoscere il rischio biologico quando esistono ancora margini di prevenzione. Il progetto mira a creare nuovi indicatori di rischio esposomico e a favorire un modello di medicina sempre più orientato alla prevenzione personalizzata.

Exo-Metal Scan intende aprire una nuova fase della prevenzione oncologica molecolare, in cui l’esposizione ambientale diventa un parametro clinico da misurare e monitorare. Si tratta di un cambio di paradigma: l’attenzione si sposterà dalla diagnosi precoce della patologia alla valutazione anticipata del rischio, consentendo interventi mirati prima che il danno biologico diventi irreversibile.

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