Quasi 13 milioni di italiani hanno difficoltà a prendere sonno, un problema che impatta negativamente sulla salute e sull’energia quotidiana. Per contrastare questo disturbo, la soluzione più efficace non risiede nei farmaci, ma nell’adottare una corretta “igiene del sonno”: un insieme di abitudini e accorgimenti che possono fare la differenza.
Il primo passo è rendere la camera da letto un santuario del relax. È fondamentale che l’ambiente sia confortevole, con colori rilassanti e tende scure per bloccare la luce esterna. La temperatura ideale si attesta intorno ai 22 gradi, né troppo calda né troppo fredda. Anche un letto comodo è cruciale, a prescindere dal tipo di materasso. Infine, è importante eliminare fonti di disturbo come orologi visibili e, soprattutto, la televisione.
Il letto non deve mai trasformarsi in un’estensione dell’ufficio. Dispositivi elettronici come smartphone e computer, ma anche documenti e appunti, vanno tenuti lontani per evitare che la mente resti ancorata alle preoccupazioni lavorative. Meglio dedicarsi alla lettura di un libro, un’attività che concilia il relax molto più di un notiziario.
È altrettanto importante “ripulire la mente” prima di coricarsi. Un’ora prima di andare a letto, è utile dedicare dieci minuti a riflettere sulla giornata, analizzare i problemi e pianificare le attività del giorno seguente. Questo esercizio aiuta a liberare la mente da pensieri intrusivi che potrebbero ostacolare l’addormentamento.
Anche l’alimentazione e alcune sostanze giocano un ruolo chiave. Caffè, tè, bevande gassate e cioccolato contengono caffeina, uno stimolante da evitare dopo le quattro del pomeriggio. Allo stesso modo, è bene astenersi da alcol e fumo prima di andare a letto, poiché anche la nicotina ha un effetto eccitante.
Andare a letto a stomaco vuoto è sconsigliato, così come farlo dopo una cena troppo pesante. L’ideale è consumare un pasto leggero e attendere almeno un’ora per la digestione. Un piccolo spuntino può aiutare chi avverte fame prima di coricarsi.
L’attività fisica è una grande alleata, se praticata con criterio. Una passeggiata nel tardo pomeriggio o in prima serata aiuta a stancare i muscoli e a regolare la temperatura corporea, favorendo la sonnolenza. Al contrario, l’esercizio intenso nelle ore serali può risultare controproducente. Anche i riposini pomeridiani, se troppo lunghi, possono interferire con i ritmi biologici.
Un bagno caldo, fatto alcune ore prima di coricarsi, può essere un ottimo rituale. L’innalzamento e il successivo abbassamento della temperatura corporea segnalano al corpo che è ora di prepararsi al sonno. Stabilire una routine è altrettanto fondamentale: andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora aiuta a sincronizzare l’orologio biologico.
Se dopo venti minuti non si è ancora preso sonno, è inutile rigirarsi nel letto. Meglio alzarsi, fare un’attività rilassante per qualche minuto e poi riprovare. È cruciale non sforzarsi di dormire: l’ansia da prestazione è il peggior nemico. Tecniche di rilassamento come la respirazione profonda o lo yoga possono aiutare a sciogliere le tensioni. Trascurare questi disturbi è pericoloso, poiché l’insonnia cronica aumenta il rischio di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.















