Il metodo Vasseur rilancia la Ferrari in F1

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Cronache sport formula1
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Il team principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, ha ribadito con fermezza la sua linea dopo la vittoria di Charles Leclerc a Silverstone: parlare di lotta per il Mondiale è vietato. Con il secondo successo in tre gare, la scuderia ha mostrato progressi evidenti, ma il manager francese ha smorzato gli entusiasmi, sottolineando che l’obiettivo resta colmare il divario con la Mercedes.

“Sappiamo cosa dobbiamo fare per continuare a migliorare”, ha spiegato Vasseur. “Al ritorno in fabbrica avremo lo stesso approccio, chiedendo a tutti di concentrarsi esclusivamente sul prossimo fine settimana”. Questo approccio pragmatico è diventato un mantra a Maranello, un modo per superare le difficoltà della stagione 2025, priva di successi, e costruire una mentalità solida.

La filosofia del “gara dopo gara” è ormai un concetto chiave all’interno della squadra. Questo permette di gestire senza eccessivi contraccolpi i momenti difficili e di non lasciarsi travolgere dall’euforia nei successi inaspettati, come quello ottenuto su un tracciato sulla carta sfavorevole come Silverstone.

Questo cambio di mentalità è stato il pilastro della ripartenza e rappresenta una vera rivoluzione silenziosa condotta da Vasseur. Il team principal ha individuato figure e ruoli strategici su cui puntare, affidandosi a collaboratori fidati come il vice team principal Jerome d’Ambrosio e il responsabile dell’ingegneria di pista Matteo Togninalli, per ristrutturare l’organizzazione interna.

Un elemento fondamentale del nuovo metodo è la valorizzazione delle esigenze individuali dei piloti. In Ferrari è ormai chiaro che per collaborare efficacemente non è necessario imporre soluzioni tecniche identiche. “Ho provato a seguire la direzione di Lewis, ma non ha funzionato”, ha spiegato Leclerc. “Quando sono tornato sulla mia strada, le cose sono migliorate”.

Questo processo ha richiesto tempo e il supporto di un gruppo di lavoro coeso. Dopo la vittoria, il pilota monegasco ha voluto ringraziare pubblicamente il suo ingegnere di pista Bryan Bozzi, salito con lui sul podio, oltre al suo performance coach Andrea Ferrari e al performance engineer Johannes Hatz. La fiducia di Leclerc nel suo team è diventata un fattore determinante per le sue prestazioni.

Un percorso simile ha riguardato anche Lewis Hamilton. Dopo le difficoltà del 2025, il pilota britannico sembra aver trovato un nuovo equilibrio con il suo ingegnere di pista, Carlo Santi, definito dallo stesso Hamilton “il Bono italiano” in riferimento al suo storico tecnico in Mercedes.

“È una questione di fiducia, sia tra di noi che nel gruppo”, ha concluso Vasseur. “Ogni membro del team deve sentirsi a proprio agio e consapevole di poter contribuire al successo”. La flessibilità nel seguire percorsi tecnici differenti è la prova che in Ferrari non contano solo le scelte, ma soprattutto il metodo con cui vengono prese.

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