TUTTI I NOMI E FOTO. Delivery della droga per cocaina e crack: 7 arresti a Maddaloni

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Rosa Farina, Vincenzo Fuiano e Vincenzo Folgieri
Rosa Farina, Vincenzo Fuiano e Vincenzo Folgieri

MADDALONI – Un colpo durissimo allo spaccio di sostanze stupefacenti è stato messo a segno nelle ultime ore a Maddaloni, dove la polizia di Stato ha smantellato un’articolata e frenetica rete criminale dedita al traffico di cocaina e crack. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta, supportati nell’attività investigativa dai colleghi del Commissariato di pubblica sicurezza di Maddaloni, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, tutte ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e di una miriade di singoli episodi di spaccio.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, Chiara Bardi, su espressa richiesta della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che ha coordinato l’intera e complessa attività d’indagine. Le porte del carcere si sono aperte per quattro indagati, ritenuti dagli inquirenti i tasselli chiave dell’organizzazione criminale. I soggetti ristretti in cella sono la trentanovenne maddalonese Rosa Farina, il trentacinquenne Vincenzo Fuiano, il sessantaquattrenne Vincenzo Folgieri e il quarantaduenne Pietro Delle Cave, tutti residenti nel comune calatino. Il giudice per le indagini preliminari ha invece concesso la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari ad altri tre indagati, che secondo la ricostruzione investigativa avrebbero ricoperto ruoli di supporto e manovalanza all’interno del gruppo. Si tratta del trentottenne Massimo Cioffi, della trentanovenne Grazia Zampella, originaria di San Nicola la Strada ma domiciliata a Maddaloni, e del trentottenne Rolant Kokonazi, noto nell’ambiente con il soprannome di Landi, anch’egli stanziato sul territorio maddalonese.

L’indagine, condotta sul campo dai poliziotti della Squadra Mobile casertana sotto la guida del dirigente Massimiliano Russo, ha permesso di mappare e decodificare un business illegale operativo senza sosta. Al vertice dell’organizzazione si posizionavano due degli indagati maddalonesi, figure già ampiamente note alle forze dell’ordine e gravate da specifici precedenti penali per reati analoghi. I due promotori, avvalendosi della collaborazione attiva degli altri cinque sodali, coordinavano l’approvvigionamento e la successiva distribuzione al dettaglio di ingenti quantitativi di cocaina e crack. Il gruppo criminale utilizzava una duplice metodologia di vendita per massimizzare i profitti e fidelizzare i clienti della zona. Da un lato l’organizzazione aveva stabilito il proprio quartier generale operativo all’interno di un’abitazione situata nel complesso delle palazzine popolari della periferia di Maddaloni, un’area ad alta densità abitativa utilizzata come un vero e proprio market della droga accessibile a qualsiasi ora della giornata.

Dall’altro lato, per i clienti più esigenti o per evitare la concentrazione sospetta di persone nei pressi del fortino delle case popolari, il gruppo gestiva consegne rapide a domicilio su ordinazione, muovendosi con la cosiddetta modalità delivery per recapitare le dosi direttamente nelle mani degli acquirenti in vari punti concordati della città. I reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia coprono un arco temporale che va dallo scorso ottobre fino a tempi recentissimi, a dimostrazione di un sodalizio solido e in piena attività. Le indagini della polizia di Stato si sono avvalse di metodologie investigative tradizionali e di sofisticati supporti tecnologici.

Gli investigatori hanno proceduto all’installazione di telecamere nascoste nei punti nevralgici dello spaccio e all’attivazione di intercettazioni telefoniche e ambientali. La captazione delle conversazioni ha permesso di documentare centinaia di cessioni di stupefacenti, registrate in tempo reale e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Nel corso dell’attività d’indagine sono stati eseguiti numerosi riscontri sul campo, che hanno portato al sequestro delle singole dosi di crack e cocaina appena acquistate e all’identificazione di decine di assuntori, successivamente segnalati all’autorità amministrativa competente. È opportuno evidenziare, come da garanzie costituzionali, che il provvedimento eseguito rappresenta una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso la stessa sono ammessi i relativi mezzi di impugnazione dinanzi al Tribunale del Riesame, e tutti i destinatari della misura sono da ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Folgieri si trovava in carcere dopo l’arresto di un mese fa per l’ipotesi di reato relativa alle minacce ad un collaboratore di giustizia. Da oggi al via gli interrogatori di garanzia. Tra gli avvocati impegnati Massimo Guadagno, Clemente Crisci e Nello Sgambato.

Pietro Delle Cave, Massimo Cioffi, Grazia Zampella, Rolando 'Landi' Kokonazi
Pietro Delle Cave, Massimo Cioffi, Grazia Zampella, Rolando ‘Landi’ Kokonazi
Rosa Farina, Vincenzo Fuiano e Vincenzo Folgieri
Rosa Farina, Vincenzo Fuiano e Vincenzo Folgieri

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