Delivery della droga a Maddaloni: sequestrati 20 chili di hashish, Farina il capo

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MADDALONI – Emergono nuovi e importanti dettagli investigativi sul blitz della Polizia di Stato che ha smantellato una fitta rete di spaccio a Maddaloni. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, al vertice assoluto dell’organizzazione c’era una donna: la trentanovenne Rosa Farina, indicata dagli inquirenti come il capo, promotrice e organizzatrice del gruppo criminale. Al suo fianco, con il ruolo apicale di organizzatore del sodalizio, figurava Vincenzo Fuiano, detto “Filiberto”, il quale aveva il compito specifico di dirigere i partecipanti e di pianificare i canali di approvvigionamento e i turni di spaccio.

Un’operazione mastodontica che ha visto anche un importante riscontro sul campo: durante l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, gli agenti della Squadra Mobile di Caserta hanno infatti scovato e sequestrato venti chili di hashish. Il quadro delineato dalla Dda svela una vera e propria struttura aziendale del crimine, dove la manovalanza veniva regolarmente retribuita. Vincenzo Folgieri e Pietro Delle Cave, considerati i collaboratori più fidati di Farina e Fuiano, erano infatti stipendiati stabilmente dagli organizzatori; i due si occupavano prevalentemente della delicata gestione e custodia dei carichi di droga, pur non disdegnando l’attività diretta di spaccio al dettaglio.

Un ruolo analogo, sempre sotto forma di lavoro dipendente e stipendiato, veniva ricoperto da Grazia Zampella e Massimo Cioffi, addetti principalmente alla vendita quotidiana dello stupefacente e, all’occorrenza, alla custodia temporanea delle sostanze. A chiudere le fila del sodalizio c’era infine l’ungherese o albanese Rolant Kokonozi, detto “Landi”, anch’egli sul libro paga dell’organizzazione con le mansioni di pusher e “galoppino” tuttofare, pronto a muoversi sul territorio per effettuare le consegne rapide. L’intera struttura, che si riteneva intoccabile nel proprio fortino di periferia, è ora al vaglio della magistratura partenopea.

La droga che poi era rivenduta a Maddaloni venva acquistata a Caivano quasi nella totalità delle volte. Le cessioni di droga ai singoli acquirenti erano quasi sempre di piccole quantità che venivano pagate con somme variabili tra i 20 e trenta euro. Qualche volta erano ritirate in luoghi stabiliti ma il metodo maggiormente utilizzato era quello della consegna a domicilio presso i consumatori che ordinavano lo stupefacente.

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