Caserta, l’istituto Mattei verso la chiusura. Fallite le verifiche sismiche sul plesso di via Settembrini

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Istituto "Mattei" di Caserta

CASERTA – Il Mattei potrebbe andare verso la chiusura. Il provvedimento non è ancora stato formalizzato, ma dovrebbe essere emesso nei prossimi giorni dalla Provincia di Caserta, al termine delle verifiche sismiche e strutturali effettuate sul plesso di via Settembrini. Una decisione pesante, destinata ad avere effetti immediati sull’organizzazione scolastica: se la chiusura sarà confermata, bisognerà trovare in tempi rapidi una sistemazione alternativa per centinaia di studenti, prima della ripresa delle attività didattiche di settembre.

Non si tratta di una scuola qualunque. L’istituto Mattei raccoglie due anime: quella del liceo artistico e quella dell’istituto professionale, accomunate da un’offerta formativa orientata all’arte, alla comunicazione, ai servizi e alle professioni. I numeri spiegano l’impatto che avrebbe una chiusura del plesso. Per l’anno scolastico 2025-2026, il solo istituto professionale conta 706 studenti distribuiti in 40 classi. Il liceo artistico, nelle classi terze, quarte e quinte indicate dalla scuola, conta altri 52 alunni in 3 classi. Il totale riportato dal sito arriva quindi a 758 studenti, senza considerare le ulteriori articolazioni organizzative e l’intera comunità scolastica fatta di docenti, personale amministrativo, tecnici, collaboratori e famiglie.

Il nodo è emerso dopo i controlli disposti dalla Provincia, in particolare dall’ufficio edilizia scolastica e dai caschi rossi. Le verifiche hanno riguardato le condizioni dell’edificio e la sua rispondenza ai parametri previsti dalla normativa antisismica più recente. Ed è proprio qui che si apre il punto più delicato: molti edifici scolastici datati, se sottoposti oggi alle nuove verifiche, difficilmente riescono a soddisfare pienamente gli standard richiesti. La legge impone di effettuare gli accertamenti, ma un esito non pienamente conforme non comporta automaticamente la chiusura del plesso. La valutazione finale resta legata al quadro tecnico complessivo, al livello di rischio, agli eventuali interventi possibili e alla sostenibilità delle soluzioni.

Nel caso del Mattei, però, il problema non sarebbe soltanto formale o legato al normale scarto tra edifici vetusti e nuove norme. Secondo quanto emerso, la struttura presenterebbe criticità di carattere verticale, un profilo che avrebbe spinto gli uffici a valutare con particolare prudenza la permanenza delle attività didattiche all’interno dell’edificio. Da qui l’ipotesi, ormai concreta, della chiusura. La Provincia aveva avviato gli approfondimenti attraverso sopralluoghi e accertamenti tecnici. In questa cornice sarebbero state commissionate anche analisi strutturali affidate all’Università Vanvitelli, chiamata a fornire un quadro più approfondito sulle condizioni dell’immobile. Gli esiti delle verifiche avrebbero rafforzato la necessità di un intervento deciso. Sul tavolo, almeno in una prima fase, c’era anche la possibilità di procedere con opere di messa in sicurezza. Ma questa strada, stando alle valutazioni tecniche ed economiche, non sembrerebbe al momento la soluzione più sostenibile.

Il punto è proprio questo: intervenire per provare a recuperare l’edificio potrebbe comportare costi elevati, tempi lunghi e risultati non necessariamente risolutivi. Di fronte a una struttura vetusta e a criticità considerate rilevanti, l’ipotesi della chiusura appare quindi quella più probabile. Una scelta che, se confermata, aprirà subito un secondo fronte: dove collocare gli studenti. La ricollocazione non sarà semplice. Il Mattei non è soltanto un edificio con aule tradizionali. È una scuola che fa della didattica laboratoriale uno dei propri punti centrali: nella presentazione dell’istituto si richiama espressamente il legame tra lezioni in aula, pratica laboratoriale ed esperienza sul campo. È un dettaglio non secondario, perché spostare una comunità scolastica di queste dimensioni significa trovare non solo banchi e aule, ma anche spazi adatti a indirizzi che richiedono laboratori, attrezzature e ambienti specifici.

L’eventuale chiusura, dunque, rischia di incidere su una macchina complessa. Serviranno aule disponibili, collegamenti sostenibili, orari compatibili, laboratori e servizi adeguati. Il rischio è quello di dover ricorrere a una riorganizzazione su più sedi, con soluzioni provvisorie e possibili disagi per famiglie, studenti e personale scolastico. È una corsa contro il tempo, perché settembre è vicino e il calendario scolastico non consente margini ampi.

Il caso Mattei riporta al centro anche il tema più generale dell’edilizia scolastica in provincia di Caserta. Molti edifici sono stati costruiti decenni fa, in un contesto normativo completamente diverso da quello attuale. Le verifiche sismiche, quando vengono effettuate secondo i parametri più recenti, spesso restituiscono un quadro problematico. Non sempre questo significa pericolo immediato, ma impone agli enti proprietari di assumersi la responsabilità di scegliere: intervenire, programmare lavori, limitare l’uso degli spazi o, nei casi più complessi, chiudere.

Negli ultimi anni i fondi del Pnrr hanno permesso di avviare numerosi interventi: messa in sicurezza, adeguamenti, efficientamento energetico, demolizioni e ricostruzioni. In diversi Comuni sono partiti cantieri che hanno migliorato le condizioni di scuole dell’infanzia, primarie, medie e superiori. Ma il fabbisogno resta enorme. Le risorse straordinarie hanno aperto una stagione di lavori, senza però cancellare decenni di ritardi, manutenzioni rinviate e strutture arrivate al limite.

La vicenda del Mattei diventa così un banco di prova per la Provincia. Da un lato c’è la necessità di garantire la sicurezza di studenti, docenti e personale. Dall’altro c’è l’urgenza di assicurare il diritto allo studio senza trasformare la chiusura di un edificio in un’emergenza permanente. Il provvedimento è atteso a giorni. Poi comincerà la parte più difficile: trovare una sede, anche provvisoria, per una delle comunità scolastiche più articolate della città.

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