In casa Juventus si profila un braccio di ferro sul futuro di Jonathan David. L’attaccante canadese, atteso alla Continassa a fine luglio dopo le vacanze post Mondiale, ha espresso la volontà di giocarsi una seconda possibilità in bianconero, nonostante una prima stagione di luci e ombre e una Coppa del Mondo che non ha contribuito a rilanciarne le quotazioni.
La posizione del giocatore si scontra però con quella del tecnico Luciano Spalletti, che per l’attacco della prossima stagione vorrebbe un profilo differente. Il rapporto tra i due ha vissuto un’annata altalenante, culminata con una sostanziale bocciatura nel finale di campionato, dove David ha collezionato una sola presenza da titolare nelle ultime tre giornate. L’attaccante, forte delle sue esperienze passate in Belgio e Francia, è convinto di poter far cambiare idea all’allenatore. Sia al Genk che al Lilla, infatti, ha dimostrato di aver bisogno di un periodo di ambientamento più lungo, aumentando in modo significativo il suo bottino di gol nella seconda stagione.
Dal canto suo, Spalletti ha già manifestato pubblicamente le sue perplessità. L’allenatore ha sottolineato come al giocatore manchi la “ferocia” agonistica e la capacità di essere decisivo nei momenti chiave. Secondo il tecnico, David fatica a tenere palla per far salire la squadra e non possiede la determinazione necessaria per crearsi spazi e occasioni in aree di rigore affollate. “Gli manca un po’ di ferocia dentro l’area”, ha chiarito Spalletti, indicando la necessità di un centravanti con caratteristiche diverse.
Nei piani dell’allenatore, la nuova Juventus dovrebbe avere un attaccante fisico, abile nel difendere il pallone e spietato in zona gol. Questo giocatore andrebbe ad affiancare il principale obiettivo di mercato Kolo Muani, designato a sostituire Vlahovic, e il giovane neoacquisto Jeff Ekhator. Un profilo simile a quello di Alexander Sorloth è stato considerato nelle scorse settimane.
Il problema per la dirigenza bianconera è di natura economica e strategica. L’ingaggio da 6 milioni di euro netti percepito da David e la scarsità di club interessati rendono complicata una sua cessione. Senza la sua partenza, e quella in prestito di Lois Openda, sarà difficile per la Juventus intervenire sul mercato per acquistare un altro attaccante. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di ripartire dall’esperimento, già tentato per pochi minuti, di arretrare il raggio d’azione del canadese. Altrimenti, non resterà che sperare in una trasformazione simile a quella che, dieci anni fa, lo stesso Spalletti ha realizzato con Edin Dzeko, passato da oggetto misterioso a capocannoniere.









