Molte stelle attese a questo Mondiale hanno confermato il loro status. Erling Haaland ha guidato la Norvegia con sette gol, Harry Kane si è dimostrato capitano dell’Inghilterra e nella Francia Kylian Mbappé si è confermato leader con sette reti. Anche Lionel Messi ha trascinato l’Argentina ai quarti di finale. Nella Spagna, invece, è stata elogiata la qualità di giocatori come Mikel Merino e Mikel Oyarzabal, autore di quattro gol prima degli ottavi. Il più atteso era però Lamine Yamal, che ancora fatica a entusiasmare.
La squadra ha fiducia nelle sue qualità in vista dei quarti contro il Belgio, anche se il ct Luis De la Fuente ha invitato a non creargli troppa pressione. A soli 18 anni, Yamal è già diventato campione d’Europa nel 2024, formando una coppia d’attacco efficace con Nico Williams. Con il Barcellona ha vinto tre titoli nella Liga e il suo valore di mercato è salito a circa 292 milioni, spingendo il club a fissare una clausola da un miliardo nel suo contratto fino al 2031. Con 44 milioni di follower, è un idolo generazionale.
Il ct De la Fuente lo ha definito “un genio, toccato da una bacchetta magica”, sottolineando però l’importanza del gruppo a sostegno del singolo. Yamal è arrivato al torneo in fase di recupero da un grave infortunio subito il 22 aprile, una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra che ha concluso in anticipo la sua stagione con il club. La sua prima vera partita dopo lo stop è stata il debutto mondiale contro Capo Verde, dove ha giocato solo 19 minuti per precauzione. La gara è terminata 0-0, l’unica in cui la Spagna non ha vinto.
Contro l’Arabia Saudita è arrivata la prima presenza da titolare e la prima rete dopo dieci minuti, chiudendo in scivolata un cross di Oyarzabal. A 18 anni e 343 giorni è diventato l’ottavo marcatore più giovane nella storia dei Mondiali, superando di 15 giorni il record di Lionel Messi del 2006. In quell’occasione ha dichiarato: “Non sono ossessionato dai gol. Sono qui per divertirmi e per vincere la Coppa”. Sembrava l’inizio di un percorso brillante, ma nelle partite successive ha faticato. Contro l’Austria non è riuscito a incidere e contro il Portogallo ha subito la marcatura di Nuno Mendes, trovando più spazio solo dopo l’infortunio del difensore, senza però sfruttarlo appieno. L’abbraccio finale con Cristiano Ronaldo ha segnato un ideale passaggio di consegne, che ora Yamal è chiamato a onorare.






