Inchiesta arbitri, Rocchi verso l’archiviazione

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Cronache sport calcio
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L’inchiesta che ha coinvolto il mondo arbitrale e l’ex designatore Gianluca Rocchi si avvia verso la conclusione. La Procura di Milano, dopo aver sentito l’interessato, sta infatti valutando l’archiviazione della sua posizione per l’accusa di concorso in frode sportiva.

La svolta è arrivata dopo un lungo interrogatorio di oltre quattro ore. Rocchi, che in una precedente convocazione si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha deciso questa volta di presentarsi e chiarire la sua posizione, uscendo soddisfatto dall’incontro con i magistrati.

Durante l’audizione è emerso un cambiamento fondamentale nel capo di imputazione. È caduta l’accusa più grave, quella relativa alle cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone. Secondo l’ipotesi iniziale, questi interventi sarebbero serviti a influenzare in diretta le decisioni dei video assistant referee, in violazione del protocollo. Gli inquirenti non hanno però trovato elementi di rilevanza penale in merito a questa pratica.

Resta in piedi l’accusa di aver discusso le designazioni arbitrali per le partite dell’Inter, agendo “in concorso con esponenti della società sportiva Inter” e in virtù di presunti rapporti preferenziali con il presidente della FIGC. Tuttavia, è importante sottolineare che né dirigenti del club nerazzurro né lo stesso presidente federale risultano indagati.

Le indagini si sono concentrate su alcune partite. Per un Torino-Inter, a Rocchi è stato contestato di aver designato l’arbitro Maurizio Mariani solo dopo aver ricevuto un presunto consenso informale dal club, che non gradiva il fischietto. Le intercettazioni, però, hanno rivelato che Rocchi ha discusso di questo malcontento con un altro esponente del mondo arbitrale, non con dirigenti dell’Inter, e ha poi proceduto comunque con la designazione di Mariani.

Un discorso simile riguarda un Inter-Verona, per cui Rocchi avrebbe scelto Gianluca Manganiello per evitare Simone Sozza, altro arbitro ritenuto poco gradito alla società. Altri episodi nel mirino degli inquirenti includevano un Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia della stagione precedente.

Nonostante le ipotesi, le indagini non hanno prodotto riscontri concreti o prove di un accordo fraudolento per alterare la competizione. La mancanza di elementi solidi ha quindi spinto la Procura a orientarsi verso la chiusura del fascicolo, con la probabile archiviazione della posizione di Rocchi, che rimane il principale indagato dell’inchiesta.

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