Modrić verso il rinnovo: Amorim ridisegna il suo ruolo

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Cronache sport calcio
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Luka Modrić si prepara a un’altra stagione con il Milan, ma con un ruolo profondamente diverso. Il giocatore croato, dopo aver concluso la sua carriera con la nazionale, è orientato a firmare il rinnovo per un altro anno, spinto dall’invito della dirigenza e dalle insistenti chiamate del nuovo tecnico, Rúben Amorim.

Proprio l’allenatore portoghese ha chiarito la sua posizione nella conferenza stampa di presentazione. “È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte”, ha dichiarato Amorim, sottolineando l’importanza del croato come punto di riferimento per la squadra e mostrando grande ottimismo sulla sua permanenza per la stagione 2026-27.

Il futuro di Modrić in rossonero vedrà una doppia trasformazione. La prima riguarda la sua posizione in campo: non sarà più impiegato come playmaker, come avvenuto con Allegri, ma agirà da mediano in un centrocampo a due, una posizione già ricoperta con la nazionale croata. Questo cambiamento tattico si adatta meglio alle sue caratteristiche attuali.

La seconda, e più significativa, novità riguarderà il suo status all’interno della rosa. Modrić non sarà più un titolare garantito, ma un campione la cui presenza verrà gestita con attenzione. Con l’impegno su due fronti, campionato ed Europa League, il calendario sarà denso di impegni e viaggi, con numerose settimane caratterizzate dal doppio incontro.

A 41 anni, che compirà a settembre, un impiego costante non è più sostenibile. La strategia, come anticipato dalle parole di Amorim, sarà quella del “dosaggio”. Modrić scenderà in campo nelle partite più importanti, sia dall’inizio sia come subentrato di qualità per l’ultima mezz’ora, alternando questi impegni a periodi di riposo programmati.

Un modello di gestione simile è stato già applicato nell’ultima stagione del giocatore al Real Madrid, nel 2024-25. In quella Liga, Modrić ha disputato 17 partite da titolare e 18 da subentrato, mentre in Champions League il bilancio è stato di 7 presenze dal primo minuto e 7 a gara in corso.

Nonostante la gestione oculata, è stato comunque decisivo in serate fondamentali, come nel ritorno degli ottavi di Champions contro l’Atletico Madrid. Al Milan lo scenario sarà simile, anche se la minore concorrenza rispetto alla rosa del Real Madrid potrebbe garantirgli un minutaggio leggermente superiore, sempre in accordo con le esigenze tattiche di Amorim.

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