Wimbledon: la caccia dei tennisti agli asciugamani

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Sport tennis
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Il souvenir più desiderato di Wimbledon non si trova solo negli shop ufficiali, ma direttamente sul campo: è il celebre asciugamano dei Championships. Per molti tennisti, questo oggetto ha un valore simbolico che supera di gran lunga il suo costo di circa 40 sterline, trasformandolo in un vero pezzo da collezione.

Il fenomeno ha assunto dimensioni notevoli. Secondo i dati riportati dal Times, l’organizzazione del torneo ha messo a disposizione circa 7000 asciugamani in cotone. Nei primi sei giorni, ne sono stati distribuiti 3789 ai giocatori, ma solo 1044 sono stati restituiti. Questo significa che una media di 457 teli al giorno è rimasta nelle borse dei tennisti, destinati a diventare regali per staff e familiari.

In passato l’All England Club chiedeva di riconsegnarli, ma l’approccio è cambiato. “Siamo felici che il nostro asciugamano sia così desiderato”, ha spiegato l’amministratrice delegata Sally Bolton, sottolineando come l’alta richiesta sia un vanto per il torneo.

Tra i collezionisti più famosi figura Roger Federer. Già anni fa Ivo Karlovic aveva scherzato sulla sua abitudine di accumulare teli durante gli Australian Open, e lo stesso campione svizzero ha ammesso di conservarne una ricca collezione. Anche Novak Djokovic ha confessato nel 2016 di viaggiare con una valigia extra per contenere gli asciugamani richiesti da amici e parenti, ammettendo con ironia di simulare una sudorazione eccessiva per averne di più.

Durante una partita di singolare, ogni giocatore ha a disposizione cinque asciugamani: due sulla propria sedia e tre in appositi contenitori a bordo campo. La “caccia” al souvenir ha coinvolto anche i protagonisti delle recenti edizioni. L’italiano Flavio Cobolli è stato ripreso mentre ne raccoglieva diversi dopo una vittoria, spiegando poi che erano destinati al suo team. Anche la numero uno del mondo Iga Swiatek si è guadagnata la fama di “collezionista”, rivelando di averne donati molti in beneficenza dopo che la sua raccolta è diventata virale.

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