La Juventus ha iniziato a programmare la nuova stagione, con il raduno fissato alla Continassa. Una delle priorità della dirigenza è sfoltire la rosa, ma nel frattempo tutti i giocatori, inclusi quelli considerati in esubero, si alleneranno con il resto del gruppo. La società ha deciso di non creare una lista di “fuori rosa” durante il precampionato, in attesa che si concretizzino le trattative per le loro cessioni.
L’allenatore dovrà quindi gestire un organico numeroso, che comprende anche atleti non più centrali nel progetto tecnico. La dirigenza avrebbe preferito presentare al tecnico una squadra già definita, ma le dinamiche di mercato hanno imposto una gestione più graduale e complessa, almeno in questa fase iniziale della preparazione estiva.
Il reparto offensivo è quello che richiede gli interventi più urgenti. Tra i giocatori in uscita spicca il nome di Loïs Openda, per il quale si cercherà una sistemazione in tempi brevi. Accanto a lui, la situazione più spinosa riguarda Jonathan David, che la guida tecnica non considera più parte del progetto.
Nonostante la posizione del club, l’attaccante canadese ha espresso la volontà di rimanere a Torino per onorare il suo contratto pluriennale da 6 milioni di euro netti a stagione. Questa presa di posizione rappresenta un ostacolo significativo per i piani della società, che contava sulla sua partenza per liberare risorse.
La dirigenza bianconera dovrà quindi intraprendere un delicato lavoro diplomatico con gli agenti e i giocatori stessi. L’obiettivo è trovare soluzioni condivise che possano alleggerire il monte ingaggi e facilitare il lavoro sul campo dell’allenatore, mantenendo un clima sereno e collaborativo.
Per alcuni esuberi le offerte potrebbero arrivare solo nelle fasi finali del mercato, e in alcuni casi potrebbe essere necessaria la disponibilità dei calciatori a rivedere i propri accordi economici per favorire un trasferimento. La strategia del club sarà improntata alla prudenza e al dialogo, evitando conflitti a meno di situazioni irrisolvibili.
Le cessioni sono una condizione indispensabile per poter operare sul mercato in entrata. L’allenatore ha richiesto due nuovi centravanti di struttura e l’ingaggio del giovane Ekhator è stato solo un primo passo in questa direzione. Per quanto riguarda Openda, la soluzione più probabile sarà una cessione in prestito, dato l’elevato ammortamento a bilancio del suo cartellino, che si aggira sui 44 milioni di euro.
La sua partenza aprirebbe lo spazio per l’inserimento di un nuovo centravanti, anche se con un budget limitato. Ben diversa è la situazione di David: arrivato a parametro zero, la sua vendita garantirebbe una plusvalenza netta. Il dialogo con il Paris Saint-Germain per uno scambio che coinvolga Randal Kolo Muani rimane una pista concreta, ma la resistenza del canadese a lasciare Torino rischia di bloccare l’intera operazione e impedire alla Juventus di completare la ristrutturazione del suo attacco.






