Oddo spiega il suo addio al progetto Milan Futuro

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Cronache sport calcio
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Massimo Oddo ha chiarito i motivi del suo addio al progetto Milan Futuro. L’allenatore ha deciso di interrompere il rapporto con il club rossonero, rinunciando all’ultimo anno di contratto, per una scelta legata alle sue ambizioni professionali e alla categoria in cui avrebbe dovuto operare.

“Non mi sentivo di fare un altro anno di Serie D”, ha spiegato Oddo. L’obiettivo concordato con il Milan era la promozione in Serie C. Una volta mancato il traguardo, è venuta meno la motivazione per proseguire in una categoria che l’allenatore non ritiene adatta al suo percorso. In caso di promozione, invece, sarebbe rimasto per continuare a far crescere il gruppo.

L’esperienza con la squadra giovanile è stata comunque valutata positivamente. L’obiettivo primario non era la vittoria del campionato, ma la crescita dei singoli giocatori, molti dei quali saranno aggregati alla prima squadra per la nuova stagione. Le difficoltà maggiori sono derivate dall’età media molto bassa del gruppo (18-19 anni) e dalla costante rotazione degli effettivi, divisi tra le esigenze di prima squadra e Primavera.

Riguardo alla dirigenza, Oddo ha precisato che Ibrahimovic, pur seguendo con interesse il progetto, si limitava a fornire principi tattici senza entrare nelle decisioni operative, gestite dal responsabile Jovan Kirovski.

L’analisi si è poi estesa al sistema giovanile italiano, giudicato in ritardo rispetto ad altri modelli europei. “Da noi si festeggia se un 18enne debutta in D. È tardi”, ha affermato, sottolineando come all’estero i talenti esordiscano tra i professionisti molto prima. Ha criticato la permanenza in Primavera fino a 20 anni, ritenendola poco formativa.

Secondo Oddo, il percorso ideale per un giovane di talento prevede un aumento progressivo del livello di difficoltà. Ha citato come esempio il consiglio per Francesco Camarda: un anno da protagonista in una squadra di vertice della Serie B per trovare continuità prima di approdare stabilmente in Serie A.

Per il suo futuro, l’allenatore punta a un progetto in Serie A o B da iniziare dal principio, per evitare le difficoltà dei subentri in situazioni precarie. Infine, ha espresso il suo pieno appoggio a un eventuale incarico di Paolo Maldini come direttore tecnico della FIGC, considerandolo una figura chiave per avviare un reale cambiamento.

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