CARDITO – Un tranquillo pomeriggio di luglio si è trasformato in un incubo di violenza ieri, 23 luglio 2026, in via Ugo Foscolo, tranquilla arteria residenziale della cittadina alle porte di Napoli. Quella che sembrava una discussione accesa si è tramutata in pochi, drammatici istanti, in una rissa furibonda, un tentativo di investimento e infine in un colpo di pistola che ha fatto temere la tragedia. Il bilancio è di un uomo in carcere con la pesantissima accusa di tentato omicidio e altre tre persone denunciate a piede libero.
A riportare l’ordine e a ricostruire l’intricata vicenda sono stati i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caivano, intervenuti tempestivamente sul luogo che era appena stato teatro della violenza. In manette è finito un uomo di 63 anni, originario di Frattamaggiore ma residente a Cardito, ora recluso presso il carcere di Poggioreale. Con lui sono stati denunciati per lesioni personali e rissa anche i suoi due figli, un 38enne e un 36enne, entrambi conviventi con il padre.
La chiave di volta per dipanare la matassa è arrivata dall’analisi delle immagini di un sistema di videosorveglianza privato, installato proprio nell’abitazione della famiglia del 63enne. Le telecamere, con la loro impietosa oggettività, hanno registrato l’intera sequenza dei fatti, permettendo ai militari di attribuire precise responsabilità.
Tutto avrebbe avuto inizio da un diverbio dai contorni passionali. Un uomo di 51 anni, anch’egli di Cardito, si sarebbe presentato presso l’abitazione e, al culmine della discussione, avrebbe aggredito fisicamente uno dei due figli del 63enne. A quella vista, il padre e l’altro fratello non ci hanno pensato due volte: si sono scagliati contro il 51enne per difendere il congiunto, dando vita a una violenta colluttazione a tre contro uno.
Sopraffatto, il 51enne ha cercato una via di fuga. Si è divincolato ed è corso verso la sua automobile parcheggiata poco distante, con l’intento di allontanarsi. Ma la sua non sarebbe stata una semplice ritirata. Secondo quanto immortalato dalle telecamere e ricostruito dagli inquirenti, nella manovra concitata per ripartire, l’uomo avrebbe puntato l’auto contro il 63enne, tentando di investirlo.
È stato quello il momento in cui la situazione è precipitata definitivamente. Sentendosi in pericolo di vita, il padre di famiglia ha compiuto il gesto estremo: ha estratto un revolver calibro 22, che deteneva regolarmente, e ha fatto fuoco. Un solo colpo, secco, che fortunatamente non ha raggiunto la persona ma si è conficcato nel faro anteriore dell’autovettura, mandandolo in frantumi.
Al termine degli accertamenti, anche il 51enne è stato denunciato per rissa e minacce aggravate. Il movente che ha armato la mano del 63enne e scatenato la rissa è da ricondurre, secondo la pista investigativa più accreditata, a vicende passionali. Un intreccio sentimentale, forse una questione di gelosia, che covava sotto la cenere e che è esploso nel modo più violento, trasformando una strada di periferia nel palcoscenico di un tentato omicidio.













