Juventus, il rebus del centrocampo blocca il mercato

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Cronache sport calcio
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La Juventus affronta un paradosso gestionale nel suo reparto di centrocampo. Nonostante la presenza di ben otto giocatori in rosa, le certezze tecniche e tattiche sono poche e il mercato in entrata è di fatto bloccato dall’impossibilità di cedere i numerosi esuberi, creando un notevole grattacapo per la dirigenza in vista della nuova stagione.

Al momento, la guida tecnica può contare con sicurezza solo su due elementi: Manuel Locatelli e Weston McKennie. Il primo, che ha rinnovato di recente il suo contratto, ha mostrato una crescita significativa nell’ultimo anno, diventando uno dei migliori centrocampisti in Europa per numero di passaggi in avanti e azioni progressive. Tuttavia, su di lui pesano ancora dubbi riguardo alla capacità di essere un leader carismatico nei momenti decisivi della stagione.

L’americano, invece, ha completato una notevole trasformazione che lo ha reso un incursore dinamico ed efficace, raggiungendo un livello di rendimento mai visto prima nella sua carriera. Tutto intorno a loro, la situazione appare complessa e piena di incognite. Khephren Thuram ha iniziato la preparazione in ritardo a causa dei postumi di una sindrome femuro-rotulea che lo aveva già condizionato nel finale dello scorso campionato.

Il suo percorso di recupero punta a renderlo disponibile per l’inizio della Serie A, ma nei suoi due anni a Torino non ha ancora mostrato il definitivo salto di qualità che il club si aspettava. Anche Douglas Luiz non ha fornito segnali confortanti: il brasiliano possiede una tecnica invidiabile, ma il suo ritmo di gioco è apparso troppo compassato per i massimi livelli, forse anche a causa della serie di infortuni subiti nelle ultime stagioni.

Altrettanto incerto è il futuro di Teun Koopmeiners. Nelle sue due stagioni in bianconero, il giocatore è sembrato sopraffatto dal peso delle responsabilità, risultando spesso timido e poco incisivo nelle giocate. Per il giovane Adzic, invece, l’ipotesi più concreta rimane quella di un prestito formativo, dato che non ha ancora mostrato progressi tali da garantirgli spazio in prima squadra.

Infine, ci sono i giocatori con le valigie in mano, la cui cessione è diventata fondamentale per sbloccare il mercato in entrata. Arthur è considerato un esubero da tempo e il suo ingaggio complica la ricerca di una nuova sistemazione. Fabio Miretti, pur avendo mostrato sprazzi di grande talento e segnato un gol su punizione in amichevole, è uno dei principali candidati a essere sacrificato per pure esigenze di bilancio. La Juventus si ritrova così con un reparto sovradimensionato, difficile da sfoltire ma con l’urgenza di inserire nuovi e determinanti rinforzi.

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