Fabio Capello, visibilmente commosso, ha ricordato Franco Baresi, proponendo per lui un “Pallone d’oro alla memoria”. L’ex tecnico ha allenato il capitano rossonero dal 1991 al 1996, definendolo un simbolo e un esempio per intere generazioni di calciatori che hanno vestito la maglia del Milan.
“Franco era un ragazzo fantastico”, ha spiegato Capello. “Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato. Vedere come si allenava, come si comportava, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori”. Secondo l’allenatore, Baresi è stato un punto di riferimento assoluto, capace di trasmettere l’orgoglio di giocare per il club.
Dal punto di vista tecnico, le qualità del difensore erano fuori dal comune. “Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, ma rispetto a tutti i giocatori del mondo”.
Capello ha poi svelato un importante retroscena di mercato. All’arrivo di Arrigo Sacchi, Baresi ebbe qualche difficoltà ad adattarsi ai nuovi metodi di allenamento. “C’era qualche problema e la Juve premeva per ingaggiarlo. Io ero stato suo allenatore per poche partite. Ci siamo incontrati al ristorante con le nostre mogli e lo abbiamo convinto a rimanere. Ha un po’ tentennato, ma l’attaccamento al Milan ha avuto la meglio”.
Questo forte legame con il club è stato una costante nella sua carriera. Il suo rapporto con il presidente Silvio Berlusconi era “ottimo, di grande rispetto”. Nonostante il carattere schivo e poco incline alle dichiarazioni pubbliche, Baresi era un leader riconosciuto nel gruppo. “È sempre stato di compagnia, era aperto, scherzava. Anche se all’esterno appariva un po’ chiuso”.
Secondo Capello, la sua natura riservata potrebbe averlo penalizzato a livello internazionale. “Quando mi chiedono dei campioni più grandi che ho allenato, nomino sempre due che non hanno ricevuto i premi che meritavano: Franco Baresi e Paolo Maldini”. L’ex tecnico ha sottolineato come due giocatori di tale valore non abbiano mai ricevuto i massimi riconoscimenti individuali.
L’esempio di Baresi è ciò che Capello ha rimarcato con più forza. La sua umiltà e la sua dedizione, anche dopo innumerevoli vittorie, erano la vera forza di quel Milan. “Il segreto era nell’esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico”.
Un campione di un’altra epoca, che secondo l’allenatore si sarebbe trovato a disagio nel calcio di oggi. “Probabilmente con il suo carattere Franco non sarebbe stato molto sui social. Adesso è tutto diverso”. Un ricordo che si chiude con la rinnovata convinzione di Capello: “Credo che un premio internazionale alla memoria lo meriterebbe. Per come era e per come si comportava”.





