Tsitsipas critica il padre: “Ho cambiato troppo tardi”

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Sport tennis
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Stefanos Tsitsipas, un tempo considerato tra i possibili eredi dei grandi del tennis, ha vissuto un periodo di profonda crisi che lo ha portato fuori dalla top 50 del ranking mondiale. Per la prima volta dal 2018, il tennista greco è stato costretto a disputare le qualificazioni in un Masters 1000, a Montreal, dove è stato eliminato al secondo turno.

Questa fase difficile è coincisa con una svolta radicale nella sua carriera. A fine giugno, Tsitsipas ha interrotto definitivamente il rapporto professionale con il padre Apostolos, una figura che lo ha accompagnato fin dagli esordi. La decisione, secondo lo stesso atleta, è arrivata con notevole ritardo. “Credo di essere stato molto paziente e accomodante”, ha spiegato, “e ho finito per cambiare troppo tardi. Ma la vita funziona così, certe cose arrivano in un determinato momento”.

L’ex numero 3 del mondo era vicino a uscire dalla top 100, rendendo necessario un cambiamento. La scelta è ricaduta sul coach francese Thomas Perrin, con cui Tsitsipas ha subito ritrovato la vittoria, conquistando a Gstaad il suo primo titolo dal 2023. “Il capitolo con Thomas Perrin avrebbe dovuto iniziare molto tempo fa”, ha ammesso il greco, sottolineando la sintonia con la sua nuova guida tecnica.

In una recente riflessione, Tsitsipas ha rincarato la dose nei confronti del padre, mettendo a confronto il loro legame con quello di altri giocatori allenati dai propri genitori, come Alexander Zverev e Ben Shelton. Secondo il greco, questi ultimi rappresentano esempi di successo, a differenza della sua esperienza.

“Quando osservo il padre di Ben, penso che sia l’esempio perfetto di come un genitore dovrebbe comportarsi con un figlio che gioca a tennis al massimo livello”, ha dichiarato Tsitsipas. Ha evidenziato come Bryan Shelton, ex tennista professionista, riesca a supportare il figlio in modo pacato ed efficace, una qualità che ha ammesso di aver raramente riscontrato nel padre Apostolos, la cui conoscenza del tennis professionistico era limitata prima dell’ascesa del figlio.

L’ammirazione per la serenità con cui Shelton vive il rapporto in campo con il genitore ha svelato una frustrazione a lungo repressa. Tsitsipas ha confessato: “Ho sempre sperato che le cose andassero così anche per me, ma non siamo tutti uguali”. Tagliare questo “cordone ombelicale” professionale, seppur tardivamente, potrebbe rappresentare per lui l’ultima occasione per tentare di rientrare nell’élite del tennis mondiale.

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