Hakan Calhanoglu si è raccontato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, svelando aspetti inediti della sua vita privata e professionale. Il centrocampista dell’Inter, noto per la sua precisione in campo e la sua leadership silenziosa, ha mostrato un lato ironico e molto sicuro di sé, parlando senza filtri di una scelta personale che ha suscitato la curiosità di compagni e avversari.
Al centro della conversazione c’è stata una confessione inaspettata. “Ho fatto il trapianto di capelli”, ha dichiarato il regista turco con grande serenità. Una decisione estetica, motivata dalla volontà di sentirsi più a proprio agio con la propria immagine. “Mi sento meglio adesso”, ha aggiunto, sottolineando come il benessere psicofisico sia fondamentale per un atleta di alto livello.
Questa scelta non è passata inosservata nello spogliatoio e sul campo. Calhanoglu ha rivelato con un sorriso come i suoi compagni di squadra all’Inter non perdano occasione per prenderlo bonariamente in giro. Persino avversari illustri come Luka Modric, durante un recente incontro, si sono uniti al coro. “I compagni, e anche Modric, mi prendono in giro. Ma a me va bene così”, ha commentato, dimostrando di saper stare al gioco e di non dare peso a battute che fanno parte del clima goliardico del mondo del calcio.
L’attenzione si è poi spostata sugli obiettivi sportivi imminenti. Dopo una stagione passata complessa, il desiderio principale del numero 20 nerazzurro è quello di trovare continuità. “Quest’anno spero di avere meno infortuni”, ha affermato, “mi è dispiaciuto saltare tante partite nella scorsa stagione”. La consapevolezza che la preparazione e la prevenzione siano cruciali è forte, anche se, come ha saggiamente notato, “purtroppo la prevenzione a volte non basta, esiste la casualità”.
Il centrocampista ha dimostrato di avere le idee molto chiare non solo sul presente, ma anche su ciò che lo attenderà una volta appese le scarpe al chiodo. Il suo futuro, tuttavia, non sarà in panchina. “Sicuramente non farò l’allenatore”, ha sentenziato con decisione, escludendo una delle carriere più comuni per gli ex calciatori. Le sue ambizioni puntano a ruoli più gestionali e strategici, che richiedono una visione d’insieme differente.
“Magari potrei fare il procuratore o il direttore sportivo”, ha ipotizzato, delineando un percorso che lo manterrebbe a stretto contatto con il calcio giocato, ma da una prospettiva dirigenziale. La vera sorpresa, però, è arrivata con l’ultima, ambiziosa, aspirazione: “Mi vedo anche da presidente della federcalcio turca”. Un sogno che testimonia il suo profondo legame con il suo paese e la volontà di incidere in modo significativo sul futuro del calcio nazionale.



