Como, Fabregas esalta Nico Paz e loda l’Inter

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Cronache Mercato
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L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha concesso un’intervista in cui ha delineato la sua visione calcistica e analizzato il panorama della Serie A. Riguardo alla crescita del club e alle voci su spese ingenti, il tecnico ha ridimensionato la questione. Ha spiegato che, sebbene il Como abbia investito, il monte ingaggi resta inferiore a quello di molte altre squadre, sottolineando come la valorizzazione della rosa sia più importante della spesa fine a se stessa.

Ha citato esempi come PSG e Arsenal per ricordare che i grandi successi richiedono tempo e programmazione. Fabregas ha anche confermato di essere stato cercato da club di primo piano come Inter, Milan, Napoli e Roma. Tuttavia, ha ribadito la sua lealtà al progetto lariano, affermando di non aver mai vacillato nella sua decisione per una questione di rispetto verso la presidenza e la fiducia ricevuta.

Il fulcro della sua filosofia si basa sul concetto di intelligenza calcistica. “Dammi uno che capisce il calcio e che posso far giocare ovunque”, ha dichiarato, spiegando di credere sempre meno nei ruoli definiti. Per lui, il calcio moderno è più fisico e individuale, ma l’intelligenza tattica e il movimento possono ribaltare i pronostici. Un giocatore funzionale è molto più prezioso di uno limitato dalla sua posizione.

Un esempio di questo potenziale è Nico Paz, per il quale il tecnico ha speso parole di grande elogio. “Ha tutto: fisico e qualità”, ha affermato, paragonandolo a Kakà per la sua pericolosità, pur con caratteristiche diverse. Se l’ex milanista era più esplosivo, Paz è descritto come più fisico e statico, ma con una straordinaria capacità di usare il corpo, un grande ultimo passaggio e una visione di gioco in costante miglioramento.

Fabregas ha sottolineato la sua ambizione e la sua mentalità, elementi che lo rendono un talento da top club. Il suo sguardo si è poi allargato al calcio italiano, per cui ha professato grande fiducia. Ha menzionato giovani promettenti come Liberali e Riccardo Cassano, evidenziando l’importanza di partire dalla base per formare giocatori completi, capaci di condizionare le partite come facevano campioni del calibro di Pirlo e Busquets.

Interrogato sui migliori della Serie A, non ha avuto dubbi. Ha indicato Lautaro Martinez come il giocatore più forte del campionato, un vero leader, e ha definito l’Inter “il picco”, la squadra più forte d’Italia, studiata a fondo fin dal suo arrivo nel nostro paese.

Infine, un pensiero sui suoi maestri. Ha ricordato José Mourinho come un allenatore capace di “giocare con la testa” dei suoi giocatori, un tecnico di un’intelligenza superiore. Ha elogiato anche Antonio Conte per la sua forte visione e la sua capacità di trattare tutti i membri della squadra allo stesso modo, senza favoritismi.

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