Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha dato il via a una profonda ristrutturazione del calcio italiano, con l’obiettivo di avviare una vera e propria rinascita del movimento. Le prime mosse hanno riguardato figure chiave per il futuro della Nazionale.
È stata annunciata la nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione. Malagò ha spiegato che questa scelta risponde alla richiesta di non percepire più il calcio come un mondo a parte. Bianchedi, con il suo prestigio internazionale, il suo curriculum accademico e il suo ruolo nel CONI, rappresenta quella “rivoluzione culturale” necessaria a rimettere il pallone al centro del dialogo con lo sport a 360 gradi.
Sul fronte tecnico, la panchina azzurra è stata affidata a Roberto Mancini, definito il commissario tecnico giusto e una scelta condivisa. Il presidente ha sottolineato come Mancini conosca l’ambiente e i giocatori, molti dei quali hanno espresso il loro gradimento per la sua nomina. Malagò ha smentito le voci su una presunta amicizia pregressa, chiarendo di averlo contattato solo dopo la conclusione della vicenda Pirlo e ha lodato la sua rapidità nel firmare il contratto, segno della sua forte motivazione.
Il percorso per la scelta del nuovo CT non è stato semplice. Malagò ha rivelato che con Andrea Pirlo era tutto definito, ma l’accordo è saltato a causa della sua collaborazione con un sito di scommesse. “Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma sono convinto di aver preso la decisione più opportuna”, ha dichiarato il presidente. Ha anche commentato le voci su Pep Guardiola, spiegando che era una pista esplorata in linea con la filosofia calcistica di Maldini e Leonardo.
A proposito di Paolo Maldini, Malagò ha confermato che lo incontrerà prossimamente. Ha descritto la sua decisione di dimettersi, insieme a Leonardo, come un atto di “linearità di comportamento”. Questi cambiamenti rientrano in una visione più ampia che guarda al futuro e alla base del movimento, con un’attenzione particolare ai giovani in vista dei prossimi grandi tornei internazionali.
Il progetto di rinnovamento non si limiterà alle nomine. La FIGC intende concentrarsi sullo sviluppo dei talenti e sulla pianificazione a lungo termine, guardando all’Europeo 2028, al Mondiale 2030 e all’Europeo 2032. “Non voglio perdere nemmeno un secondo”, ha affermato Malagò, esprimendo ottimismo e la percezione di un’energia nuova per ricostruire il calcio italiano.






