Sinner rinuncia a Cincinnati: ora obiettivo Us Open

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Sport tennis
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Jannik Sinner ha ufficializzato la sua rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati. La decisione, ponderata e presa in accordo con il suo team guidato dai coach Vagnozzi e Cahill, è stata dettata dalla necessità di completare il recupero fisico dopo un sovraccarico al ginocchio destro emerso in seguito alla vittoria a Wimbledon.

Questa scelta consentirà al numero uno del mondo di proseguire con calma il ciclo intensivo di fisioterapia predisposto dal professor Melegati al J Medical di Torino. Eviterà così di sottoporre l’articolazione a uno stress immediato e di giocare nelle proibitive condizioni climatiche dell’Ohio, dove temperature elevate e forte umidità hanno storicamente messo a dura prova i tennisti.

La strategia mira a un avvicinamento più graduale allo Us Open. Sinner svolgerà altre sedute di terapia, si allenerà con alta intensità a Montecarlo e poi partirà direttamente per New York. In questo modo potrà ottimizzare la preparazione per l’ultimo Slam della stagione, accorciando una trasferta altrimenti molto pesante.

Tuttavia, la rinuncia a Cincinnati, che segue quella al torneo di Montreal, comporta dei rischi calcolati. Sinner non disputa una partita ufficiale dal 12 luglio, data del suo trionfo sull’erba di Wimbledon. Arriverà quindi al debutto a Flushing Meadows, il cui inizio è fissato per il 30 agosto, con alle spalle sette settimane di inattività agonistica.

Negli ultimi tre mesi, il suo bagaglio di match ufficiali si limita alle sette partite che lo hanno portato al successo londinese. Questa mancanza di ritmo competitivo potrebbe rappresentare un’incognita nelle prime fasi dello Us Open, specialmente se il sorteggio dovesse riservargli avversari impegnativi fin dai primi turni, replicando le difficoltà iniziali incontrate a Wimbledon.

Questa programmazione più cauta è una diretta conseguenza delle fatiche accumulate in una prima parte di stagione massacrante. Tra marzo e metà maggio, l’atleta ha giocato 29 partite in 72 giorni, uno sforzo pagato al Roland Garros. La pausa attuale, allungata dall’infortunio, rappresenta quindi una ricalibratura necessaria per gestire le energie in un circuito tennistico sempre più usurante e frenetico.

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