La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha messo un punto fermo, almeno per ora, sull’intricata vicenda contrattuale che vede protagonisti il Lecce e il suo attaccante Lameck Banda. L’organo di governo del calcio italiano ha infatti formalmente respinto la richiesta di trasferimento internazionale pervenuta dalla Federazione libica per conto del club Al-Swehly SC. La società nordafricana intendeva tesserare il calciatore zambiano considerandolo svincolato, una posizione nettamente smentita dai registri ufficiali.
La questione ha avuto inizio nelle scorse settimane, quando l’esterno offensivo non si è presentato al ritiro precampionato della squadra salentina, rendendosi di fatto irreperibile. Dietro questa assenza si è presto materializzata l’ombra dell’Al-Swehly, che aveva già manifestato il proprio interesse per il giocatore. Inizialmente, il club libico ha presentato al Lecce un’offerta formale per l’acquisto del cartellino, proposta però giudicata insoddisfacente e prontamente rispedita al mittente dalla dirigenza giallorossa, che l’ha ritenuta inferiore al milione di euro.
Di fronte al rifiuto del Lecce, la strategia dell’Al-Swehly ha preso una piega inaspettata. Anziché rilanciare con una nuova offerta, il club ha tentato di aggirare l’ostacolo provando a tesserare Banda come se fosse un giocatore libero da vincoli contrattuali. Una mossa che ha costretto la FIGC a intervenire, su sollecitazione della controparte libica, per effettuare le opportune verifiche.
La risposta della Federcalcio italiana è stata chiara e inequivocabile: Lameck Banda non è un giocatore svincolato. Il suo contratto con l’U.S. Lecce è valido e regolarmente depositato, con scadenza fissata al 30 giugno 2027. Sulla base di questa evidenza documentale, il trasferimento è stato negato. La comunicazione ufficiale ha ribadito che, per la legislazione sportiva italiana, il calciatore appartiene a tutti gli effetti al club salentino.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la posizione dello stesso giocatore, che sarebbe fortemente attratto dalla proposta economica messa sul piatto dall’Al-Swehly. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un contratto biennale da 1,3 milioni di euro a stagione, una cifra che spiega la volontà del calciatore di forzare la mano per ottenere la cessione.
La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere conclusa. Il “no” della FIGC chiude la porta a un tesseramento come svincolato tramite i canali federali italiani, ma apre a scenari internazionali. Qualora l’Al-Swehly decidesse di insistere, potrebbe appellarsi agli organi di giustizia sportiva internazionali, chiamando in causa la FIFA. In questo caso, si aprirebbe un contenzioso legale complesso che potrebbe richiedere mesi per arrivare a una risoluzione definitiva.





