I giorni extra di vacanza sono ufficialmente terminati. Mike Maignan e Adrien Rabiot si sono presentati puntualmente al centro sportivo di Milanello per iniziare la preparazione in vista della nuova stagione 2026/2027. Il loro arrivo mette fine a un periodo di accese polemiche che ha tenuto banco tra i tifosi rossoneri.
L’immediato futuro dei due nazionali francesi non li vedrà subito aggregarsi al resto del gruppo, reduce dalla trasferta in Polonia. Prima di iniziare il lavoro sul campo con i compagni, dovranno infatti sottoporsi a una serie di test fisici e atletici. Questi controlli sono necessari per definire il quadro clinico e stabilire il programma di allenamento per il loro reinserimento.
Nelle scorse settimane, ha fatto molto discutere la scelta dei due calciatori di chiedere alla società un prolungamento delle ferie. Il rientro, inizialmente fissato per il 12 agosto, è stato posticipato di alcuni giorni in accordo con il club, una concessione che ha scatenato il malcontento della tifoseria.
La rabbia dei sostenitori non è nata unicamente dal ritardo. A pesare sono state anche alcune mosse social, come la scelta di Maignan di rimuovere i riferimenti al Milan dal suo profilo Instagram, gesto interpretato come un segnale di distacco. Inoltre, ha suscitato perplessità l’assenza del portiere ai funerali della leggenda rossonera Franco Baresi.
A tentare di riportare la serenità ci ha pensato l’allenatore Ruben Amorim. Il tecnico portoghese ha voluto chiudere il caso, assumendosi la piena responsabilità della decisione e scagionando di fatto i suoi giocatori dalle critiche ricevute.
“Rabiot, Modric e Maignan hanno avuto più giorni perché hanno giocato di più. Per me era importante”, ha spiegato Amorim. “Ho dato quei giorni in più perché sapevo già che non avrebbero potuto giocare la partita amichevole. Ho dato loro altri tre giorni. È stata una mia decisione, non dei giocatori. Avevano un programma completo e lo hanno seguito, abbiamo le prove”.
La presa di posizione netta del tecnico potrebbe bastare a ricucire lo strappo con una parte dei tifosi. La parola definitiva, tuttavia, spetterà ora al campo: toccherà a Maignan e Rabiot dimostrare con le prestazioni e l’impegno di meritare la fiducia dell’allenatore e di poter riconquistare quella, ben più fragile, del pubblico.



