La truffa del finto perito del tribunale: a Sorrento un 22enne finisce in manette. Salvati i gioielli di una 98enne

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SORRENTO – Un copione collaudato, ma con un finale inedito che aggiunge un nuovo, inquietante personaggio al teatro della truffa: il perito del tribunale. È l’ultima frontiera dell’inganno ordito ai danni degli anziani, una messinscena sventata in extremis dai Carabinieri della compagnia di Sorrento, che hanno arrestato un giovane di 22 anni. Il palcoscenico è una delle zone più panoramiche ma al contempo isolate della costiera, un’abitazione dove il tempo sembra essersi fermato, proprio come il telefono fisso, con la sua cornetta che sa tanto di anni ’90, diventato strumento del raggiro.

Tutto ha inizio con uno squillo nel primo pomeriggio di ieri. A sollevare la cornetta non è l’intestataria della linea, una donna che l’anno prossimo spegnerà 99 candeline, ma suo figlio, un uomo di 68 anni. Dall’altro capo del filo, una voce perentoria e sicura si presenta: “Sono un maresciallo di Sorrento”. Il tono non ammette repliche. La notizia è di quelle che gelano il sangue: “Qualcuno ha utilizzato la sua auto per commettere una rapina”.

Il 68enne è disorientato, frastornato. La mente corre veloce, cercando di dare un senso a parole così gravi. Il finto maresciallo, abile manipolatore, cavalca la sua confusione. Spiega che è necessaria una “comparazione” tra i beni presenti in casa e la refurtiva della rapina, per escludere ogni coinvolgimento. L’ordine è chiaro: “Prepari denaro e gioielli che ha in casa”.

L’uomo, ormai caduto nella rete, obbedisce. Insieme all’anziana madre, inizia a raccogliere tutto ciò che di prezioso possiedono. Sul tavolo finiscono circa 2.500 euro in contanti, frutto di risparmi e pensioni. E poi i ricordi di una vita, quelli dal valore affettivo inestimabile: svariati bracciali, collane e persino un anello, quello della nonna, un cimelio di famiglia a cui la 98enne teneva tantissimo. Un piccolo tesoro pronto per essere consegnato. “Un perito del tribunale verrà a ritirare tutto”, annuncia congedandosi il falso militare, chiudendo il cerchio della sua recita.

Mentre madre e figlio, con l’ansia nel cuore, stanno per imbustare il tutto, il destino, questa volta, ha un asso nella manica. In casa arriva il genero della 98enne. Un uomo più giovane, forse meno suggestionabile, che nota subito l’agitazione dei parenti. Ascolta il loro racconto e gli bastano pochi istanti per comprendere la gravità della situazione e la natura fraudolenta della richiesta. Non c’è tempo da perdere: compone il 112 e contatta i Carabinieri di Sorrento, quelli che gli alamari li indossano davvero sulla divisa.

Scatta la trappola. I militari, ricevuta la segnalazione, si posizionano in modo discreto nei pressi dell’abitazione, attendendo l’arrivo del fantomatico “perito”. L’attesa non è lunga. Poco dopo, un giovane si presenta alla porta, sicuro di sé, pronto a ritirare il bottino. Ma ad attenderlo non trova un’anziana spaventata, bensì i Carabinieri in carne e ossa.

Per il sedicente “perito”, un 22enne di origini marocchine, residente nel napoletano e già noto alle forze dell’ordine, la recita finisce qui. In tribunale ci andrà davvero, ma da imputato, per rispondere della pesante accusa di truffa aggravata dalla minorata difesa delle vittime. In attesa del processo, è stato posto agli arresti domiciliari. L’episodio di Sorrento aggiunge una nuova, inquietante figura al già vasto repertorio dei truffatori, che spazia dai finti nipoti nei guai ai tecnici del gas, passando per avvocati compiacenti e corrieri improvvisati. Un monito costante sulla vulnerabilità di una fascia della popolazione che, ancora una volta, è stata salvata dalla prontezza di un familiare e dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

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