CASERTA (Sergio Olmo) – Un allevamento bufalino del Casertano. La presenza di contaminanti riconducibili a diossine, probabilmente generate dai soliti noti roghi (sui quali pure bisognerebbe far chiarezza). Un provvedimento restrittivo. E poi una serie di domande. Tante domande. Forse troppe per archiviarle con una comunicazione di routine.
A sollevare il caso è Raffaele Pisacane, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, valente medico e igienista, che sul caso ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al presidente della Regione Roberto Fico, che detiene anche la delega alla Sanità. L’interrogazione non accusa nessuno e non dà per accertato ciò che deve ancora essere verificato. Ma pretende di ricostruire la catena dei fatti: campionamenti, analisi, comunicazioni, provvedimenti, tracciabilità del latte, conferimenti, trasformazioni, prodotti derivati e sorte degli animali. E qui cominciano le domande scomode. Dove è finito quel latte? È la prima. Quanto ne era stato conferito? È stato trasformato in mozzarella, ricotta, formaggi o altri prodotti? E se sì, quei prodotti sono stati tutti rintracciati? È possibile escludere, sulla base di verifiche documentate, che prodotti potenzialmente interessati siano entrati nel circuito commerciale? Attenzione: nessuno dice che sia successo. Ma chiedere che sia stato escluso con certezza, appare più che legittimo oltre che doveroso. Ed è qui che il capogruppo di FdI chiede espressamente la verifica degli eventuali conferimenti, trasformazioni ed altrettanto eventuale commercializzazione dei prodotti derivati. “Vogliamo sapere quando è scattato l’allarme, chi è stato informato e soprattutto se tutto il latte potenzialmente interessato sia stato correttamente tracciato. Su una possibile contaminazione alimentare non possono esserci ritardi né zone d’ombra”, afferma Pisacane.
E la carne? Anche questa è una domanda che non può essere lasciata fuori. Che cosa è accaduto ai capi? Sono stati identificati gli animali potenzialmente interessati? Sono stati ricostruiti i loro movimenti? Sono stati effettuati controlli anche sotto questo profilo? Anche qui: nessuna accusa. Ma una filiera tracciata davvero dovrebbe consentire di rispondere. E dovrebbe consentirlo rapidamente. Quindi i timori: la macchina veterinaria ha funzionato come doveva? Questa è forse la domanda politicamente più delicata. Quando è stato fatto il campionamento? Quando sono arrivati i risultati? E le comunicazioni di rito? E le restrizioni? I tempi, anzi la tempestività, si sa, è tutto. Ed è proprio per questo che l’interrogazione di Pisacane chiede espressamente di ricostruire questi passaggi. Non è burocrazia. Quando si parla di un possibile contaminante nella catena alimentare, il tempo è parte del controllo.
Asl, Regione, VetInfo, il sistema informativo veterinario del ministero della Salute si sono parlati tutti? Altra domanda. Il Servizio veterinario dell’Asl ha informato tempestivamente la Regione? Le informazioni sono state inserite tempestivamente e trasmesse correttamente? VetInfo – si chiede Pisacane – è stato utilizzato per ricostruire la movimentazione degli animali? E la Banca Dati Nazionale? Gli organismi ambientali sono stati coinvolti? E soprattutto: la macchina ha funzionato come una macchina oppure come una somma di uffici? La differenza non è teorica. Pisacane chiede infatti di verificare proprio il livello di integrazione e tempestività tra Servizi veterinari, strutture regionali, sistemi informativi e organismi ambientali, compresa l’eventuale presenza di ritardi o carenze nella trasmissione delle informazioni. “Chiediamo di verificare l’intera catena dei controlli e delle comunicazioni”, ribadisce Pisacane.
E allora il vaso di Pandora? Forse è presto per dirlo e l’auspicio è ovviamente che quello raccontato online prima e ora da Pisacane potrebbe trattarsi di un episodio circoscritto, gestito correttamente dagli organismi competenti. La domanda, a questo punto, arriva direttamente al presidente Fico, che ha anche la delega alla Sanità. “Se i controlli hanno funzionato, Fico lo dimostri con fatti, date e documenti. Se invece ci sono state falle o ritardi, il presidente della Regione, che ha anche la delega alla Sanità, ha il dovere di dirlo e di intervenire. La salute dei cittadini viene prima di tutto”, conclude Pisacane. Una frase che lascia poco spazio alle interpretazioni visto che di tutto si tratta fuorché di mettere sotto accusa la mozzarella di bufala. Si tratta di sapere se chi deve controllarla ha fatto tutto quello che doveva fare. E questa, lontani dal voler essere un’accusa, è una domanda. Una domanda alla quale i cittadini hanno diritto a ricevere una risposta.









