Jannik Sinner è tornato a Montecarlo dopo aver concluso il ciclo di terapie programmato a Torino. Il tennista, attuale numero 1 del ranking mondiale, ha lasciato il centro specializzato dove si è sottoposto a trattamenti mirati per l’infortunio al ginocchio destro che ha destato preoccupazione nelle scorse settimane. Ha già ripreso gli allenamenti nel suo quartier generale nel Principato, sotto l’attenta supervisione del suo coach, Simone Vagnozzi, e del resto del team.
La fase riabilitativa è dunque terminata, ma l’incertezza sulla sua partecipazione agli US Open, ultimo torneo del Grande Slam della stagione, non è ancora stata sciolta. I prossimi giorni saranno decisivi per capire la reazione del suo fisico agli stimoli del campo e all’intensità crescente degli allenamenti. L’obiettivo è valutare la tenuta dell’articolazione durante gli scambi, i cambi di direzione e gli sforzi prolungati, simulando le condizioni di un match ufficiale.
Saranno proprio queste le risposte che Sinner e il suo staff attendono prima di prendere una decisione definitiva e sciogliere le riserve. La scelta finale sarà ponderata con estrema cautela per evitare ogni possibile ricaduta. Un rientro affrettato rappresenterebbe un rischio che potrebbe compromettere non solo il finale di stagione, ma anche la programmazione a lungo termine, aspetto che il giocatore e il suo entourage considerano prioritario.
Il torneo di New York, che si disputa sui campi in cemento di Flushing Meadows, richiederà inoltre un adeguato periodo di ambientamento. Le condizioni climatiche della metropoli americana, spesso caratterizzate da caldo e umidità elevata, impongono agli atleti di arrivare con un certo anticipo per abituare il fisico allo sforzo in quel particolare contesto. Questo fattore restringe ulteriormente i tempi a disposizione per una scelta ponderata.
Il mondo del tennis resta quindi in attesa di comunicazioni ufficiali, sperando di poter vedere il numero 1 del mondo competere per il prestigioso titolo statunitense. La parola finale spetterà alle sensazioni dell’atleta e ai dati raccolti dal suo team medico e tecnico nel corso delle prossime, decisive sessioni di allenamento sul campo.




