La Juventus ha intensificato la ricerca di un attaccante per completare il proprio reparto offensivo. La dirigenza bianconera è al lavoro per aggiungere un nuovo numero 9 alla rosa, in grado di offrire alternative valide e aumentare il peso specifico in attacco. Tra i vari profili monitorati, è emerso con forza il nome di Mateo Retegui.
L’attaccante della Nazionale, attualmente in forza al club saudita dell’Al-Qadisiya, è un profilo molto apprezzato a Torino. La sua precedente esperienza in Serie A con le maglie di Genoa e Atalanta, dove si è distinto fino a diventare capocannoniere, lo rende un candidato ideale per un rapido inserimento nel campionato italiano. Il suo nome era già stato accostato alla Juventus nella finestra di mercato di gennaio.
Recentemente, Retegui ha superato del tutto la frattura alla tibia subita ad aprile, tornando in campo e dimostrando subito un’ottima condizione fisica. La punta ha espresso il desiderio di tornare a giocare in Italia per vestire la maglia di un club prestigioso e riconquistare un ruolo centrale nel progetto tecnico della Nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, sarebbe disposto a una significativa riduzione dell’ingaggio.
L’ostacolo principale rimane proprio di natura economica. Il suo attuale stipendio nella Saudi Pro League, pari a circa 20 milioni di euro netti a stagione con un contratto fino al 2029, è fuori portata per qualsiasi club europeo. La Juventus sta studiando i costi dell’operazione, orientandosi verso la formula del prestito con diritto o, eventualmente, obbligo di riscatto.
Tuttavia, l’intera manovra è bloccata da una questione interna. L’arrivo di un nuovo centravanti è infatti strettamente legato alla cessione di Jonathan David. L’attaccante canadese è considerato fuori dal progetto tecnico, ma continua a rifiutare le proposte ricevute, determinato a giocarsi le sue carte a Torino. Senza la sua partenza, il club non avrà le risorse per sostenere un’operazione onerosa, che si tratti di Retegui o di altre alternative monitorate come Joshua Zirkzee e Alexander Sorloth.



