L’Inter ha finalizzato l’acquisto di Curtis Jones, esaudendo la principale richiesta di mercato del tecnico Cristian Chivu. L’arrivo del centrocampista inglese, dopo settimane di trattative, arricchisce la rosa nerazzurra con un profilo di grande duttilità, offrendo all’allenatore una vasta gamma di soluzioni tattiche per modellare una squadra camaleontica.
L’acquisto di Jones nasce dalla sua capacità di interpretare più ruoli, ma la sua posizione naturale resta quella di mezzala. Nello scacchiere di Chivu, l’ex Liverpool si collocherà sul centro-sinistra per formare una linea mediana di altissimo livello con Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu. Questo terzetto sarà supportato sulle fasce da Djed Spence a destra e dall’insostituibile Federico Dimarco a sinistra, in un 3-5-2 completo.
La forza del centrocampo risiede però nell’abbondanza di alternative, con ben dodici interpreti a disposizione. Lo stesso Jones potrebbe agire nella posizione di Barella, se necessario. Piotr Zielinski è considerato un elemento prezioso sia come mezzala, al pari di Henrikh Mkhitaryan, sia come vice-Calhanoglu in regia. Andy Diouf, dopo il positivo dirottamento sulla fascia destra, potrà tornare al centro, mentre Luka Sucic è apparso in netta crescita.
Sulle corsie laterali, Carlos Augusto rappresenta un’alternativa affidabile a Dimarco. Resta più incerta la situazione di Luis Henrique, che in caso di permanenza potrebbe essere impiegato come esterno su entrambe le fasce. Un capitolo a parte merita Aleksandar Stankovic: l’arrivo di Jones affolla il reparto e potrebbe ridefinirne il futuro. Nonostante il club abbia respinto ogni offerta, l’ipotesi di un terzo prestito non è da escludere per garantirgli continuità.
Infine, la duttilità di Jones offre una soluzione a sorpresa. Nelle sue ultime partite con il Liverpool, l’inglese ha giocato anche come terzino destro. Questa esperienza lo rende un jolly inaspettato per la fascia destra, già rivoluzionata dalla cessione di Dumfries e dall’arrivo di Spence. Chivu avrà quindi la possibilità di sperimentare assetti inediti, sfruttando un acquisto che per la sua polivalenza ha un valore strategico doppio.



