Pietro Puzone, ex calciatore del Napoli, ha affrontato un nuovo, drammatico capitolo della sua battaglia contro la dipendenza. L’ex atleta è stato trovato in condizioni critiche, sdraiato da giorni su una panchina ad Acerra, sua città natale, con ferite profonde alle gambe e alle braccia.
La sua salvezza è arrivata grazie a un appello lanciato sui social dall’attivista ambientale Alessandro Cannavacciuolo. Il post è diventato virale in poche ore, mobilitando la comunità e le istituzioni locali. L’intervento dei sanitari del 118, attivati dal sindaco Tito D’Errico e dagli assistenti sociali, è stato decisivo.
“Attualmente è ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori per le cure e gli accertamenti necessari”, ha spiegato Cannavacciuolo, sottolineando la gravità della situazione. “Da giorni era sdraiato sotto il sole torrido, continuava a bere. Non so quanto tempo ancora avrebbe resistito”. L’attivista ha aggiunto che è stato avviato l’iter legale e sociosanitario per garantire a Puzone un percorso di recupero strutturato.
Pietro Puzone, classe 1963, è cresciuto nelle giovanili del Napoli, debuttando in Serie A nel 1982. Ha raggiunto l’apice della carriera nella stagione 1986-1987, quando con la squadra azzurra ha vinto uno storico Scudetto e una Coppa Italia, condividendo lo spogliatoio con Diego Armando Maradona.
Proprio l’amicizia con il campione argentino ha segnato profondamente la sua vita. “Lui era il più forte al mondo, io un giovane che pensava a divertirsi. Non ho saputo gestire il mio talento”, ha raccontato Puzone in una passata intervista. L’ex ala destra, che ha collezionato 9 presenze con il Napoli e vestito anche le maglie di Catania e Spezia, ha ammesso: “Ero sempre in giro di notte con Diego. Con lui sapevi a che ora uscivi, ma non quando tornavi”.
Nonostante gli eccessi, fu proprio Puzone a organizzare la celebre “partita nel fango” ad Acerra nell’inverno del 1985. Maradona partecipò all’evento benefico, organizzato per raccogliere fondi e aiutare un bambino con una grave malformazione.
Dopo il ritiro dal calcio, la sua vita è precipitata in un baratro. La dipendenza dall’alcol lo ha portato a vivere per strada, come un senzatetto. Già in passato aveva affrontato un percorso di cure, riuscendo a rialzarsi anche grazie al sostegno di Maradona. “Prima di lasciarci, Diego mi disse una frase: ‘Pietro, devi salvarti'”, aveva confessato Puzone. Questa volta, a tendergli la mano è stata la sua comunità, dimostrando un affetto che il tempo non ha scalfito.



