Costacurta: “Calciatori fragili? È colpa nostra”

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Cronache Mercato
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L’ex difensore e opinionista Alessandro Costacurta ha offerto una dura analisi sulla pressione che grava sul mondo del calcio in Italia, riprendendo la riflessione della nuotatrice Sara Curtis. Costacurta ha confermato che i calciatori sono su un piedistallo, aggiungendo però che “ce li mettiamo noi”.

L’opinionista ha portato un esempio concreto per illustrare la sproporzione mediatica. “Avete sentito parlare più della medaglia meravigliosa di Larissa Iapichino o di Vicario che è tornato in Italia? Più di quello che ha fatto di eccezionale Tamberi o dell’amichevole del Milan?”, ha domandato retoricamente, definendo questa dinamica una “debolezza dell’ambiente”.

Secondo Costacurta, la responsabilità non è solo dei dirigenti. “Di talenti ne abbiamo pochi e abbiamo una generazione caratterialmente più fragile”, ha spiegato, ricordando i suoi tempi in campo con fuoriclasse come Maldini e Baggio, figure che oggi mancano. Ha poi aggiunto che è la società stessa a rendere i giocatori così vulnerabili: “Siamo noi che li facciamo diventare così fragili. Diamo loro un peso eccessivo da sopportare. Non li aiutiamo a crescere”.

Il confronto con altri campionati, come quello spagnolo, è stato inevitabile. “Anche in Spagna i giovanissimi hanno telefonini e distrazioni, eppure giocano anche a 17 anni perché allenatori e dirigenti hanno il coraggio di lanciarli. E vincono”, ha osservato. Questa mancanza di carattere si riflette sui risultati della Nazionale, come le mancate vittorie contro Macedonia del Nord o Bosnia. L’ambiente italiano, ha sostenuto, tende a “massacrare” un giovane come Pio Esposito se sbaglia un rigore o a discutere per giorni se un CT come Mancini osa convocare Zaniolo prima del suo esordio in Serie A.

Guardando al futuro, Costacurta ha espresso curiosità per alcuni scenari. Ha menzionato il giovane talento Mastantuono, definendolo un potenziale “colpo dell’estate”. Ha inoltre manifestato interesse per la nuova generazione di allenatori come Aquilani, Grosso e De Rossi, da cui si aspetta idee nuove per cambiare l’inerzia del nostro calcio. Infine, ha concluso indicando le realtà che seguirà con più attenzione: il Milan del probabile nuovo tecnico Amorim, la prova del Como in Serie A e soprattutto la Fiorentina, elogiata per il suo “progetto interessante e ambizioso”.

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