Pace fatta tra due leggende dell’Inter, a quasi cinquant’anni da un evento che ha segnato la storia del club. Nell’estate del 1976, Roberto Boninsegna è passato alla Juventus in un’operazione che ha portato a Milano Pietro Anastasi. Un trasferimento al quale Sandro Mazzola, allora figura di spicco della squadra, ha ammesso di non essersi opposto.
“Voglio chiedere scusa a Boninsegna”, ha dichiarato Mazzola. “Lui scherza dicendo che lo mandai via io. Non è vero, ma in quello scambio avrei potuto oppormi e non l’ho fatto, pensando che convenisse all’Inter”. A queste parole ha fatto seguito la replica di “Bonimba”, che ha ricostruito l’intera vicenda dal suo punto di vista.
“Credo che tutto sia nato da una situazione di campo”, ha spiegato l’ex centravanti. “Mazzola in quel periodo ha fatto sapere di voler cambiare ruolo, abbassando il suo raggio d’azione per diventare il regista della squadra. Sono andato da lui per dirgli che non mi sembrava una buona idea”.
Le sue motivazioni erano puramente tecniche e tattiche: “Gli ho spiegato che era un trequartista di livello mondiale, che valeva i vari Cruijff e Rivera, e che continuavamo ad avere bisogno del suo apporto in fase offensiva. Arretrando avrebbe segnato meno e corso di più”.
Queste osservazioni, però, non sono state accolte positivamente negli ambienti societari. “Lui è rimasto della sua idea, ma qualcuno ha riportato le mie parole all’allora presidente Fraizzoli, con cui Mazzola aveva un rapporto privilegiato… Quando mi hanno comunicato la cessione, ho reagito d’istinto”.
La sua risposta al presidente è stata netta: “Ho detto che avevo l’Inter nel cuore e che alla Juve doveva andarci lui. Fraizzoli, indignato, mi ha risposto che ero un tesserato dell’Inter e che sarei andato a giocare dove decideva la società. L’alternativa sarebbe stata smettere, perché al tempo il vincolo con un club era a vita”.
Il trasferimento si è poi rivelato un successo per il giocatore. “Alla fine è andata meglio a me. A Torino infatti ho vinto due scudetti, una coppa Uefa e una coppa Italia, mentre il mio grande amore nerazzurro e lo stesso Mazzola non se la sono passata molto bene”.
Oggi, però, è il tempo della riconciliazione. “Giocavamo insieme sin da ragazzini, abbiamo vinto anche il Viareggio. I contatti negli anni si sono diradati e sull’episodio non sono mai voluto tornare. Non nascondo la soddisfazione per il fatto che ora abbia riconosciuto che le mie osservazioni erano fondate. Lo perdono… So che non è in piena forma, gli mando un grande abbraccio e resto in attesa di buone notizie”.






