Kimi Antonelli ha festeggiato il suo ventesimo compleanno nel ruolo inedito di leader del Mondiale di Formula 1. Un traguardo significativo, raggiunto otto anni dopo aver calcato la griglia di partenza del Gran Premio d’Italia come “grid kid”, guardando con ammirazione i piloti che oggi sono i suoi rivali.
Il pilota bolognese della Mercedes sta vivendo una stagione dominante, con sei vittorie in dodici gare e un vantaggio di 59 punti sugli inseguitori. “Sono successe così tante cose nell’ultimo anno che a volte fatico a rendermene conto”, ha ammesso Antonelli, commentando la rapidità della sua ascesa nella massima serie.
Il compleanno è arrivato a due giorni dal Gran Premio d’Olanda, dove ha conquistato un secondo posto alle spalle della McLaren di Lando Norris. Un risultato prezioso, maturato grazie a due partenze perfette che hanno mostrato i suoi netti progressi. Antonelli ha prima superato il compagno di squadra Russell e poi, alla ripartenza, ha preso il comando della gara superando Norris.
“Ho dovuto cedere perché il passo gara con gomme dure non c’era”, ha spiegato il pilota, “ma portiamo comunque a casa aspetti positivi”. La gestione degli scatti al via, un tempo suo punto debole, è ora un punto di forza, frutto di un intenso lavoro al simulatore con gli ingegneri del team.
Questa capacità di trasformare le difficoltà in vantaggi ha impressionato il team principal Toto Wolff. “Kimi ci sta stupendo per la sua maturità. Sapevamo quanto fosse veloce, ma in un campionato bisogna saper affrontare anche i momenti difficili, e lui lo sta facendo”, ha dichiarato Wolff.
Nonostante due problemi tecnici accusati nella prima parte di stagione, Antonelli è riuscito a costruire un solido margine in classifica, dimostrando grande resilienza. “Non dobbiamo dare niente per scontato, essere leader a metà anno non significa nulla”, ha affermato con pragmatismo.
Ora l’attenzione si sposta sul Gran Premio d’Italia. Proprio a Monza, Antonelli dovrà scontare una penalità in griglia per la sostituzione della power unit, una scelta strategica e sofferta in ottica campionato. “Mi dispiace farlo proprio a casa mia, ma Monza è una buona pista per prendere penalità perché c’è possibilità di sorpasso”, ha spiegato.
La decisione, avallata dal team che gli aveva lasciato libertà di scelta, conferma la mentalità di un pilota che, a soli vent’anni, ragiona già con la saggezza di un veterano, anteponendo l’obiettivo finale a una singola, seppur prestigiosa, gara.






