Kimi Antonelli, il padre svela il suo talento

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Cronache sport formula1
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Marco Antonelli, padre di Kimi, leader del Mondiale di Formula 1, ha raccontato la crescita di un talento che sta sorprendendo il motorsport. Per il mondo è un pilota affermato, ma per suo padre è ancora “Andy”, il bambino che a un anno non voleva staccare le mani da un volante.

La passione è emersa prestissimo. “Eravamo sulla pista di Sarno nel 2007. Kimi aveva appena compiuto un anno”, ha ricordato il padre. “L’ho messo in braccio a me su un kart e, alla fine del giro, sua mamma Veronica lo ha tirato giù. Lui si è messo a piangere perché non voleva staccare le manine dal volante”. Un segnale inequivocabile di una vocazione innata.

Ma il momento in cui il talento si è rivelato in modo palese è arrivato anni dopo. “Quando aveva dieci anni, abbiamo fatto alcuni giri ad Adria con una Lamborghini Super Trofeo. Io frenavo e acceleravo, lui cambiava marcia”, ha spiegato Marco Antonelli. “A un certo punto siamo andati in sovrasterzo alla prima staccata: lui ha controllato la sbandata perfettamente, come un professionista. Lì ho capito che aveva qualcosa di speciale”.

Nonostante questo, la Formula 1 non è mai stata un’ossessione. “Non l’abbiamo vissuto come un obiettivo da raggiungere a ogni costo”, ha precisato il padre. La famiglia ha sempre gestito la carriera di Kimi con la stessa mentalità professionale della propria squadra corse. È stata una combinazione di talento e dell’opportunità offerta da Mercedes, che ha creduto in lui.

Sorprendentemente, il sogno del giovane Kimi non era la F1. “Da bambino voleva correre nel DTM”, la categoria turismo tedesca. Un dettaglio che mostra come il percorso non fosse affatto scontato. Ora, da leader più giovane nella storia del Mondiale, la pressione non sembra spaventare la famiglia.

“Non pensiamo al titolo. Lavoriamo una gara alla volta, cercando di massimizzare il risultato quando non si può vincere”, ha sottolineato Marco Antonelli, elogiando l’impegno del figlio e il supporto cruciale del team Mercedes, che continua a svolgere un grande lavoro con lui.

In occasione del suo recente ventesimo compleanno, l’augurio del padre è andato oltre i successi sportivi. “Prima di tutto gli auguro la salute. Eventi recenti, come la scomparsa di un giovane pilota, rimettono in ordine le priorità”. Poi, l’auspicio che il figlio possa “rimanere la persona dolce e generosa che è, e continuare a fare ciò che ama il più a lungo possibile”.

Dopo una cena in famiglia per festeggiare, l’attenzione si è subito spostata sul prossimo impegno. “Testa a Monza, c’è ancora tanto da fare prima della fine del campionato”. Una frase che riassume l’approccio pragmatico e concentrato che ha portato Kimi Antonelli in vetta al motorsport mondiale.

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