NAPOLI – Una folle e disperata fuga per sottrarsi a un controllo di routine, terminata nel modo più tragico. Un ragazzo di appena diciassette anni lotta ora tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Cardarelli, dopo essersi schiantato con il suo scooter al termine di un inseguimento con la Polizia. La sua colpa, forse, quella di non indossare il casco, un’imprudenza pagata a un prezzo altissimo.
Tutto ha inizio nella tarda serata di ieri, lunedì 24 agosto 2026, in una notte napoletana che sembrava scorrere come tante altre. Siamo in via Scarfoglio, nel quartiere Bagnoli. Una pattuglia del locale Commissariato, impegnata nel consueto servizio di controllo del territorio, nota un piccolo assembramento nei pressi di un distributore di carburanti: tre giovani a bordo di due scooter. Gli agenti decidono di procedere a un’identificazione, una prassi ordinaria. Ma è in quel preciso istante che la situazione precipita.
Alla vista delle divise e dei lampeggianti blu che si avvicinano, uno dei due conducenti, senza alcuna esitazione, accelera bruscamente e si lancia in una fuga a rotta di collo. I suoi due compagni, rimasti fermi, vengono subito identificati, mentre scatta l’inseguimento del fuggitivo. La Volante si mette alle calcagna dello scooter, che sfreccia tra le strade del quartiere nel tentativo di far perdere le proprie tracce.
La corsa, seppur breve, è concitata. Gli agenti, con professionalità e sangue freddo, riescono a tallonare il giovane e a interromperne la fuga in via Antignana, all’altezza di un noto ristorante. Sembra finita. I poliziotti scendono dall’auto di servizio per procedere finalmente al controllo. Ma il ragazzo, in un ultimo, audace e sconsiderato gesto, approfitta di quei pochi secondi per riavviare il motore e sgusciare via ancora una volta, dileguandosi nel dedalo di vie della zona.
Le ricerche, a quel punto, si fanno più serrate. Gli operatori di Polizia battono l’area palmo a palmo, temendo il peggio. E purtroppo, le loro paure si materializzano pochi minuti dopo. Poco distante dal luogo dell’ultimo avvistamento, la scena che si presenta ai loro occhi è drammatica. Il giovane fuggitivo è riverso a terra, immobile e gravemente ferito. Accanto a lui, il suo scooter, ridotto a un ammasso di lamiere contorte.
La ricostruzione della dinamica, effettuata grazie ai rilievi, è impietosa. Nella sua corsa senza controllo, il ragazzo ha perso il controllo del mezzo, andando a impattare violentemente prima contro un palo dell’illuminazione pubblica e venendo poi sbalzato, nella carambola, contro il muro di cinta di una concessionaria d’auto. Un impatto devastante, reso ancora più letale da un dettaglio cruciale emerso durante gli accertamenti: il giovane non indossava il casco protettivo.
Immediato l’allarme al 118. L’ambulanza, giunta sul posto in pochi minuti, ha trovato il ragazzo in condizioni disperate. I sanitari lo hanno stabilizzato e trasportato d’urgenza, in codice rosso, all’Ospedale Cardarelli. Il giovane, classe 2009, è stato ricoverato in pericolo di vita e la sua prognosi resta strettamente riservata. Mentre i medici combattono per salvargli la vita, la Polizia di Stato prosegue le indagini per chiarire i motivi di una fuga tanto insensata quanto tragica, un gesto che ha trasformato una normale serata di fine estate in un incubo.









