Massimiliano Allegri ha delineato la sua visione per il Napoli, tracciando un bilancio dei primi mesi di lavoro e fissando gli obiettivi per la stagione che sta per iniziare. “Questi primi mesi sono stati buoni, mesi di lavoro vero che sono serviti per costruire le basi giuste,” ha spiegato l’allenatore. Ora, però, l’attenzione si sposta interamente sul campo: “Tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora deve essere servito per arrivare nelle migliori condizioni alle prime gare di campionato”.
L’impatto con la realtà partenopea è stato estremamente positivo. Allegri ha sottolineato la grande trasformazione della città rispetto al passato, definendola ancora più meravigliosa. Ha messo in luce come la società, negli ultimi quindici anni, abbia navigato stabilmente tra le competizioni europee, conquistando anche due Scudetti, in una piazza che è cresciuta in modo esponenziale.
Il punto di forza su cui il tecnico intende costruire i successi futuri è la compattezza del gruppo. “È un gruppo di ottimi giocatori che si mettono a disposizione l’uno dell’altro, e questa deve essere la nostra forza per tutto l’anno, non solo nelle partite facili”. Ha poi aggiunto di aver trovato un ambiente ideale, in cui ogni componente lavora con dedizione per la causa comune, un fattore che non considera affatto scontato.
Durante l’intervista, Allegri ha offerto anche il suo parere su alcuni talenti del calcio europeo. Riguardo a Kevin De Bruyne, ha dichiarato: “Tecnicamente non lo scopro di certo io. Quando gioca è un piacere vederlo, fa cose che pochissimi sanno fare”. Sul piano personale, lo ha descritto come un ragazzo introverso, ma con cui è riuscito a stabilire un buon rapporto: “Non è il tipo che parla tanto, però ogni tanto riesco a farlo sorridere. L’importante è che in campo faccia il De Bruyne”.
Un altro giocatore analizzato è stato Rasmus Hojlund, per il quale vede ampi margini di crescita. “Per caratteristiche lo vedo molto vicino ad Harry Kane. Sono due giocatori di forza, che strappano, che hanno fisicità e sanno fare a sportellate con i difensori”. Secondo l’allenatore, il giovane attaccante dovrà concentrarsi soprattutto sul migliorare la sua efficacia in fase realizzativa, l’aspetto che fa la vera differenza.
In conclusione, l’obiettivo per la fine della stagione è chiaro e ambizioso. “A fine anno sarei felice se avessimo vinto qualcosa, ma soprattutto di aver fatto un’annata importante e di aver lasciato qualcosa di concreto”. Per raggiungere questo traguardo, la ricetta è semplice ma esigente: “Bisogna essere molto seri, molto professionali e soprattutto molto responsabili per tutti i dieci mesi della stagione”.






