Pontedera, preso Ibarbo: “Non dovevo lasciare Cagliari”

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Cronache Mercato
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Victor Ibarbo è un nuovo giocatore del Pontedera. L’attaccante colombiano ha raccontato il suo ritorno in Italia, spiegando le ragioni della sua scelta. “Mi è mancato tutto di questo Paese, ero un ragazzino quando ho lasciato la Colombia per la Sardegna, che mi ha accolto e resterà per sempre nel mio cuore”, ha dichiarato.

La sua nuova sfida riparte dalla Serie C, fortemente voluta. “L’allenatore è Peppe Mascara, ci siamo sfidati da avversari in Serie A ma siamo sempre stati amici. Volevo tornare a giocare in Italia e questa era l’occasione giusta”, ha spiegato, sottolineando di conoscere già anche il direttore sportivo Quintieri.

Una parte della sua notorietà è legata a un curioso aneddoto sulla sua popolarità virtuale. “Sono diventato più famoso per i videogiochi che per i vent’anni di carriera. Sono finito in una specie di Hall of Fame e sui social mi arrivano decine di messaggi: tutti vogliono sapere quanto sarò forte nella prossima edizione del gioco”.

Il suo primo approdo in Italia, però, non è stato scontato. “Fino a 21 anni ero in Colombia e mi voleva l’Udinese, ma i miei amici Cuadrado e Zapata mi dicevano che lì non c’era mai il sole. Non avrei potuto vivere in una città così fredda”, ha confessato.

A convincerlo è stato l’allora presidente del Cagliari, Cellino, che lo ha raggiunto in Sudamerica. “Dopo una partita si avvicinò e mi strinse la mano: ‘Da domani sei un mio giocatore’. Era il 2011, presi il primo volo per la Sardegna. Lo spogliatoio era vivace, ero giovane e non parlavo italiano, quindi mi prendevano di mira con i loro scherzi”.

Dopo l’exploit in rossoblù, si sono aperte le porte di un grande club. “Mi voleva l’Inter, ma il Cagliari scelse di cedermi alla Roma. Lì c’erano già grandi attaccanti e ovviamente capitan Totti, una persona eccezionale e umilissima”.

Dell’esperienza con il capitano giallorosso ha un ricordo preciso: “A me e Gervinho ripeteva sempre: ‘Voi correte, che il pallone vi arriverà’. E noi ubbidivamo. Sono arrivato a Roma nel febbraio 2015 con tanti problemi fisici, non ero pronto e lo dissi allo staff, ma nessuno mi ascoltò. Subito dopo subii un altro infortunio”.

Guardando al passato, ha espresso un rammarico. “Al Cagliari ho collezionato quasi 130 presenze e segnato 15 gol. Probabilmente, non avrei dovuto mai lasciare la Sardegna. Avrei potuto fare meglio, ma la vita è così”.

Ora l’obiettivo è chiaro: “Voglio continuare a divertirmi in campo e fare goal con il Pontedera. Poi si vedrà, ho iniziato a studiare per il corso da procuratore. Tornerò a Cagliari molto presto, ho tanti amici che mi stanno aspettando”.

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