Al Qadsiah: Reijnders segna e svela il retroscena

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Cronache Mercato
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Tijjani Reijnders ha avuto un impatto immediato nella Saudi Pro League. Dopo un esordio da subentrato, ha debuttato da titolare con l’Al Qadsiah e ha segnato il suo primo gol, aprendo le marcature nella vittoria per 2-0 contro il Neom. Poco dopo la mezz’ora, servito da Alvarez, il centrocampista olandese si è involato verso la porta e dal limite dell’area ha superato il portiere con un preciso tiro di esterno.

Dopo la partita, l’ex Milan ha espresso la sua gioia sui social con un messaggio sarcastico, alludendo al suo difficile periodo al Manchester City. Sul suo profilo Instagram ha scritto: “Sembrava che la serie fosse stata cancellata, ma sorpresa… si è spostata su un altro canale. Seconda stagione, primo episodio”.

Il post faceva riferimento a un messaggio simile condiviso all’inizio della sua esperienza in Inghilterra. Dopo aver segnato il suo primo gol con la maglia del City contro il Wolverhampton, aveva celebrato scrivendo “Stagione uno… episodio uno”, segnando quello che sperava fosse l’inizio di una lunga avventura. Da quel momento, però, il suo percorso con i Citizens si è complicato fino al recente addio.

Il giocatore è passato dal Manchester City all’Al Qadsiah per circa 60 milioni di euro dopo un solo anno in Premier League. A spiegare le ragioni del trasferimento è stato il padre, Martin Reijnders, in un’intervista rilasciata in Olanda. Ha ammesso che il compenso economico ha avuto un ruolo importante, con il figlio che ha firmato un contratto quadriennale da circa 100 milioni di euro complessivi.

Tuttavia, il fattore decisivo sono state le elevate richieste economiche del club inglese. “Tijjani non poteva andare ovunque. Il Manchester City ha chiesto una cifra che nessun club europeo poteva o voleva pagare”, ha dichiarato il padre. “Le prime due volte abbiamo detto subito di no all’Al Qadsiah. A Tijjani non passava per la testa di venire a giocare in Medio Oriente”.

La speranza del giocatore era un trasferimento all’Atletico Madrid, ma il club spagnolo si è tirato indietro di fronte al prezzo del cartellino. “L’Al Qadsiah è tornata alla carica e a quel punto abbiamo accettato, vogliono diventare il club più grande dell’Asia”, ha aggiunto il padre. Ha inoltre confermato l’interesse anche di Juventus, Galatasaray e Newcastle, sottolineando che nessuno di questi club era disposto a pagare i 60 milioni richiesti.

La scelta finale, quindi, è stata tra un ruolo da riserva poco gradito a Manchester e un progetto da protagonista in un campionato emergente. Una soluzione che garantisce al giocatore un minutaggio regolare e un sistema tattico costruito su misura, seppure nella Saudi Pro League.

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