Mattia Perin ha ufficializzato il suo addio alla Juventus. Il portiere, destinato a iniziare una nuova avventura con la maglia del Palermo, ha scelto di salutare il mondo bianconero attraverso un lungo e toccante messaggio pubblicato sui suoi canali social. Le sue parole hanno tracciato un bilancio profondo degli anni trascorsi a Torino, andando oltre il semplice resoconto sportivo.
“Ci sono luoghi che attraversi e altri che ti cambiano”, ha esordito l’estremo difensore, sottolineando come l’esperienza juventina sia stata per lui un percorso di trasformazione personale. Ha spiegato che una parte dell’uomo che è diventato si è formata proprio durante queste stagioni, evidenziando come il valore del tempo non si misuri solo in partite giocate, vittorie o trofei.
Il suo percorso è stato segnato anche da attese, silenzi e delusioni che ha imparato ad accettare, trovando sempre la forza di ricominciare. In questo contesto, ha condiviso una delle lezioni più significative apprese: “Ho imparato che si può essere importanti anche senza essere sempre protagonisti”. Una riflessione che descrive perfettamente il suo ruolo, interpretato con grande professionalità e senso di appartenenza.
“Appartenere a qualcosa significa, a volte, mettere da parte se stessi”, ha continuato, rimarcando il concetto di lealtà, quella che “non ha bisogno di essere raccontata, perché vive nelle scelte che fai quando nessuno ti guarda”. Con la maglia bianconera ha vissuto alcune delle emozioni più belle della sua carriera, ma non ha nascosto i momenti difficili, ringraziando anche quelli perché lo hanno costretto a conoscersi a fondo.
Un pensiero speciale è andato ai compagni, definiti “campioni immensi, ma soprattutto uomini”, con cui ha condiviso molto più di uno spogliatoio: pressioni, risate, sconfitte e sogni. Ha esteso la sua gratitudine a tutte le persone che lavorano ogni giorno per il club, spesso lontano dai riflettori, i cui gesti e attenzioni si sono rivelati di grande valore nel momento dei saluti.
Ai tifosi ha rivolto una promessa mantenuta: “Ho sempre cercato di essere degno della maglia che indossavo. Non so se ci sono sempre riuscito, ma so di averla rispettata ogni singolo giorno”.
Scrivere la parola “addio” ha ammesso essere uno “strano effetto”, perché un luogo vissuto a lungo diventa parte della vita. “Ma forse crescere significa anche questo: avere il coraggio di lasciare andare qualcosa che ami, senza per questo amarlo di meno”, ha concluso. Non sa cosa resterà di lui nella storia del club, ma una certezza l’ha voluta condividere: “Dentro di me la Juventus resterà per sempre. E quello, nessun addio potrà portarmelo via”.






