Juventus ha rafforzato il suo impegno su temi come benessere, salute mentale e responsabilità sociale, andando oltre i risultati sportivi. La strategia si fonda sul pilastro “People First”, una policy che unisce la cura delle risorse umane a un’anima ESG (Environmental, Social and Governance) per promuovere valori positivi sia all’interno sia all’esterno dell’azienda.
Questo approccio ha dato vita a progetti di successo come “Stories of Strength”, un percorso nato per abbattere lo stigma legato alla salute mentale nel mondo del calcio. L’iniziativa, partita con un podcast, è culminata nel racconto delle storie di tre tifosi e ha ottenuto riconoscimenti internazionali, premiando un impegno pluriennale del club su questi temi. In parallelo, è stato sviluppato “Team Strength”, un programma interno che offre ai dipendenti strumenti per prendersi cura del proprio benessere psicofisico.
L’energia dei dipendenti è stata inoltre incanalata nel “Positive Impact Hub”, un comitato di volontari che propone e realizza autonomamente iniziative di responsabilità sociale. L’attenzione alle persone inizia fin dal processo di assunzione, reso più trasparente, e prosegue con un programma di onboarding strutturato per facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati. Per i talenti interni, è stato creato un programma di management specifico che include assessment, coaching e percorsi formativi personalizzati.
L’offerta per i dipendenti è stata ulteriormente ampliata con percorsi di formazione sull’intelligenza artificiale, incontri sulla salute con l’area medica (“Health Talks”), piattaforme per l’apprendimento delle lingue e un programma sportivo che include yoga e pilates. Anche il settore giovanile è stato coinvolto attivamente attraverso il programma “J-Studium”, con incontri formativi tenuti da ospiti come Federica Brignone, e percorsi sulla consapevolezza contro le discriminazioni di genere.
Recentemente, il club ha lanciato l’app Kyan per tutti i suoi collaboratori. Questo strumento, inserito nel programma “Team Strength”, permette di effettuare un’autovalutazione del proprio stato di benessere e offre l’accesso a sedute individuali con psicologi e coach, estendendo un servizio prima riservato solo agli atleti. Un percorso che conferma la volontà della Juventus di mettere l’ascolto delle proprie persone al centro della sua strategia aziendale.





